
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, April 23, 2008 - ore 08:43
"Ma io non ci sto più..."
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Buzzati diceva una cosa bellissima. Più che altro, Buzzati diceva un sacco di cose bellissime, e soprattutto sapeva come dirle. Poi però ci sono quegli animali in gabbia che sono i critici: persone strane. Mi piacerebbe diventare una scrittrice vera anche per questo, per potermi lamentare dei critici. Vogliono indagare e fare domande su cose che, magari, risposte non le hanno. Allora ha dovuto spiegarglielo lui.
“Spesso mi dicono: ma perché lei scrive sempre cose così allucinanti e angosciose? Ma perché non prova a cambiare? Perché non racconta qualcosa di allegro? Alla fine si ha l’impressione che lei scriva sempre le stesse cose. Vorrei rispondere: tutti gli scrittori ed artisti, nella loro vita, per lunga che sia, dicono ciascuno una cosa sola. Altrimenti non sarebbero sinceri”.
Il mio preferito è
La goccia.
E adesso però, siccome io a Buzzati credo ciecamente, voglio sapere cosa scrive De Gregori, perché ho questa storia con De Gregori. Il mendicante arabo ha qualcosa nel cappello. È una cosa che voglio capire prima di smettere di pensare per sempre - perché un giorno giuro che lo farò. E prima di smettere di pensare voglio sapere cosa voleva dire De Gregori quando ha scritto Alice. Chi è quel mendicante, cosa vuole da lui? O è solo una strofa? Sono solo parole che suonavano bene accostate? Perché io credo che tante volte le parole scelte siano state messe lì per il loro suono, o per far tornare la metrica.
Mi piacciono le cose che dice. Sono facili. Sono cose che ognuno legge a modo suo, volendo. Anche il mendicante arabo con qualcosa nel cappello: ognuno ci mette del suo, in quel cappello, il bello sta lì. Non è importante il mendicante arabo, ma il qualcosa nel cappello, e ognuno ci mette del suo.
Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi, se avevo ancora quella foto, in cui tu sorridevi e non guardavi.
Ma a questo punto, siccome sono egocentrica, bisogna che mi capisco, perché come al solito sono partita a scrivere da una domanda. Io cosa scrivo?
Forse una mezza idea ce l’ho. Forse non ho mai scritto altro che quello, come diceva Dino. Forse lo scopro tardi, per scoprirlo davvero.
Alice – Francesco De Gregori
Alice guarda i gatti
e i gatti guardano nel sole
mentre il mondo sta girando senza fretta.
Irene al quarto piano è lì tranquilla
che si guarda nello specchio
e accende un’altra sigaretta.
E Lillì Marlen, bella più che mai,
sorride e non ti dice la sua età,
ma tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.
Alice guarda i gatti
e i gatti muoiono nel sole
mentre il sole a poco a poco si avvicina,
e Cesare perduto nella pioggia
sta aspettando da sei ore il suo amore ballerina.
E rimane lì, a bagnarsi ancora un pò,
e il tram di mezzanotte se ne va
e tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più e i pazzi siete voi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.
Alice guarda i gatti
e i gatti girano nel sol
mentre il sole fa l’amore con la luna.
Il mendicante arabo ha qualcosa nel cappello
ma è convinto che sia un portafortuna.
Non ti chiede mai pane o carità
e un posto per dormire non ce l’ha,
ma tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.
Copyright Franco Scaramella. Gli piace farmi foto...
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