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Wednesday, April 23, 2008 - ore 23:34
Il padre che non sono
(categoria: " Riflessioni ")
Oggi mi è capitato di dover ospitare a casa un mio vicino... Il fatto particolare è che questa persona è un bambino di 10 anni; sua mamma era uscita di casa un momento, mentre lui tornava da catechismo e così, non sapendo dove andare, ha pensato bene di suonarmi il campanello...
In fondo non si è trattato di un gran disturbo.
Avevo il pc acceso e subito mi ha chiesto se avevo giochi installati. Purtroppo per lui, ho tolto proprio domenica GTA LOS SANTOS che da tempo non toccavo e così nel mio PC non ho più giochi installati. Si, a dir la verità ho Microsoft Train Simulator, ma non è il massimo come gioco per una persona normale (e io sono poco normale...).
Allora mi ha chiesto cosa faccio col pc se non ho giochi installati (giustamente, se non a cosa serve?!). Per cercare di fermare la sua curiosità nei confronti del mio pc ho cominciato a fargli vedere Google Earth e (stranamente) la cosa lo ha interessato. Gli ho fatto vedere casa sua, la sua scuola, il patronato, la strada che aveva appena percorso, la spiaggia del Lido dove va destate, la barca di suo papà... e così via, per un po.
Ebbene, mentre gli parlavo ho cominciato a pensare che in fondo (come età) potrebbe anche essere mio figlio. O meglio che dal 1998 ne è passato di tempo.
Forse quella volta se le cose fossero andate in maniera diversa, magari un figlio ancora non ce lavrei comunque, però potrei esserci vicino, vicinissimo. Chissà...
Non so perché, ma avere vicino quel bambino mi ha fatto pensare. Per un attimo sono quasi rimasto "scioccato" a pensare che nei primi 10 anni un bambino diventa da NIENTE a (quasi) un OMETTO. E invece io in 10 anni sono più o meno rimasto lo stesso; ho imparato tante cose, conosciuto persone, ma sono rimasto sempre IO... A questo punto mi vengono anche dei dubbi e mi dico: "FORSE, SONO SEMPRE IO..."
E più interagivo con lui, più vedevo gli ultimi 10 anni passarmi davanti...
Ad un certo punto, quando questo pensiero mi stava quasi estraniando dalla realtà, suona il campanello.
Sua mamma, non vedendolo tornare a casa ha pensato bene di cercarlo qui. Appena ho aperto la porta e lho fatta entrare, suo figlio le è corso incontro dicendole che aveva visto la loro casa da internet ("e vieni a vedere, ma si vede anche il giardino..."). Io intanto vedendo quella mamma (molto vicina alla mia età) "ritrovare" suo figlio ho provato per una millifrazione di secondo quel sentimento che oramai erano anni che non sentivo e credevo di non riuscire a riprovare mai più. Ho avuto la conferma che avere un figlio non è semplicemente riprodursi, ma unire due persone.
Ma tutto questo al momento è molto lontano, tanto lontano che ancora non si vede...
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