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Thursday, April 24, 2008 - ore 11:11
Ferrara
(categoria: " Pensieri ")
non è la mia città..vivo qui da 9 anni..ma ormai mi ci sento a casa..e credo sia incantevole..e che ci siano dei luoghi in un certo senso "magici" che ogni tanto vado a vedere, perchè sono fuori dai miei percorsi quotidiani..
Uno di questi è il cimitero ebraico. Può sembrare forse strano, ma a me piace visitare i cimiteri..non mi rattristano, ma piuttosto mi mettono un senso di pace e serenità...come di un punto di arrivo naturale e confortante. E così quando visito una città spesso vado a vedere il cimitero. E ’ un’esperienza da fare da soli secondo me..io mi incanto a leggere gli epitaffi e a cercare di decifrarli sulle tombe più antiche, quelle ormai dimenticate perchè anche gli eredi del defunto ormai sono morti e sepolti da chissà quanto.
Il cimitero ebraico è praticamente sotto le mura, in mezzo al verde, con intorno alberi secolari e vegetazione..sembra di essere lontani dalla città..e invece ci si è proprio in mezzo. Non si sentono rumori, macchine, ecc.. c’è un silenzio quasi irreale, e alzando gli occhi si vedono le mura della città e la gente che fa jogging sul viale che le percorre. Ci si arriva da via Montebello, e man mano che ci si allontana dal corso principale cambia la sensazione..sembra di essere in un paese..e si vede il portale dove c’è incisa una frase in lingua ebraica che non so cosa voglia dire esattamente...
Dentro le tombe recenti sono poche, perchè a Ferrara dopo la seconda Guerra Mondiale gli ebrei rimasti sono pochissimi... Passeggiando per il parco si incontrano tombe antiche, ormai coperte di muschio e illeggibili...e poi, isolata da tutte, proprio nel sottomura, la tomba di Giorgio Bassani, che è una strana scultura moderna letteralmente ricoperta di sassolini, di cocci e perfino di pezzi di intonaco e cemento.. Per lasciare un ricordo qui non si portano fiori, ma si lascia appunto un ciottolo o quel che si trova per terra... I fiori deperiscono ma i sassi restano lì a lungo... e testimoniano il pensiero che qualcuno ha dedicato al defunto.
E ci sono tombe vecchissime dove i sassi che ci sono sopra sono ormai diventati un tutt’uno..legati dal muschio e dalla terra che ci si è accumulata sopra.
Visitare questo posto per me è stata un’esperienza un po’ magica, che mi ha fatto sentire in contatto col passato, con quello che è stato...come la percezione di sentirsi parte di un "disegno generale" , dove nessuno è un’isola...forse ho sentito perchè non ha senso chiedersi per chi suona la campana...
Sono tornata a casa più leggera...meno tartassata ( almeno per un po’ ) dai pensieri e dalle preoccupazioni contingenti...un po’ più in armonia..
...e il naufragar m’è dolce in questo mare
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