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La Biografia del mio portinaio. Un napoletano che in 70 anni non ha lavorato due giorni di seguito.

HO VISTO

Ho visto tante cose. Molte ne ho dimenticate, altre purtroppo no.

STO ASCOLTANDO

Musica impegnata : inni sacri yemeniti, canzoni dei cugini di campagna e i discorsi politici di Giovanni Leone ( soprattutto quello nel quale faceva le corna dall`automobile)

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Quasi nudo. Quasi, per vostra fortuna.

ORA VORREI TANTO...

Non dovervi chiedere cosa ne pensate di cio` che scrivero`. Purtroppo pero` non ne posso fare a meno e percio` vi chiedo : cosa ne pensate ?

STO STUDIANDO...

Solfeggio, esercitandomi con lo scheletro di un velociraptor.

OGGI IL MIO UMORE E'...

Normale, cioe` moderatamente tendente all`idea che sono a mezza strada fra dio e nicola di bari. E non conoscendoli entrambi, non so a chi sparerei addosso per primo.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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Friday, April 25, 2008 - ore 23:13


L’ODORE DEL SANGUE
(categoria: " Pensieri ")


Sembrava che il gruppo in avanscoperta avesse scovato su un sentiero sterrato un gruppo di Nemici in fuga ; era scoppiato l’inferno immediatamente.
Gli uomini si affollarono immediatamente attorno al pick-up ; cercavano, spintonandosi a vicenda, di avvicinarsi il più possibile a ciò che in quel momento gli sembrava il centro dell’universo: la radio.
Il Tranquillo Professionista riacquistò immediatamente tutta la propria autorevolezza. Chiese con voce ferma quale fosse la posizione della squadra, quindi impartì alcuni ordini. Divise gli uomini che si trovavano nella spianata in tre squadre d’attacco e la torma caotica che aveva bivaccato per quasi due ore in quel fazzoletto di terra arida, ridivenne dopo alcuni ordini decisi una unità disciplinata e funzionale.
Alcuni salirono sui pick-up, aiutandosi a vicenda in modo solerte. Altri invece avevano già cominciato ad incamminarsi in direzione del luogo dove si stava svolgendo il conflitto a fuoco.
Marco riprese con la sua squadra di esploratori la vecchia disposizione che avevano tenuto quella mattina prima di raggiungere la spianata dei pozzi, cioè fila indiana e distanza di tre metri l’uno dall’altro.
Improvvisamente però alla mente di molti si affacciò un problema imprevisto sino a quel momento: cosa farne dei tre prigionieri, che erano ancora inginocchiati nel mezzo della spianata mentre tutto intorno a loro fervevano i preparativi per la battaglia. A Marco osservandoli sembrò quasi che i tre stessero pregando,officiando una sorta di misterioso rito pagano, nel tentativo inutile di rendersi invisibili.
Romeo si avvicinò a passi lenti, verso i tre, non aveva il fucile in mano, ma la pistola nella fondina.
La estrasse con calma olimpica, si fermò dietro al terzo da destra, quello più lontano dal pick-up. Un colpo secco risuonò nell’aria, il prigioniero colpito alla nuca si accasciò con un movimento goffo. Una pozza di sangue si allargò lentamente sotto la sua testa. Gli altri due continuando a tremare aumentarono il tono dei loro lamenti. Per loro era finita, dunque, e lo avevano capito. Altri due colpi secchi, una esecuzione in piena regola, senza infingimenti o eccessi sanguinari. Chirurgica ed ineccepibile. Come una sentenza divina.
Dopo che il terzo prigioniero si fu accasciato tristemente al suolo, un urlo tremendo si alzò dalla gola delle Blu Tigers; a Marco ricordò l’urlo del popolo di una curva da stadio dopo un gol.



L’ONORE DELLA GUERRA pag. 110


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