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Sunday, April 27, 2008 - ore 04:23
E’ Morto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
è morto stasera, investito.
Non faccio quasi mai quella strada, nonostante potrei farla ogni sera, non più di tre volte l’ anno, ma stasera si.
Aveva un occhio fuori dall’ orbita, l’ occhio opposto al senso di marcia.
Aveva girato su se stesso dalla forza dell’ impatto.
La bocca spaccata, in una smorfia di aldilà, simile allo stupore e all’ orrore.
L’ occhio sano era pieno di bellezza stupore e luce, con quella pupilla stretta e la sotto palpebra che lo stava per proteggere dall’ accecamento.
Lo conoscevo da anni, non mi era mai stato molto vicino.
Possente e grosso, diffidente e menefreghista.
Ognitanto mangiavamo insieme, con licenza poetica.
Parlavo della vita e dei suoi problemi, in riva ad un fiume. Ero quasi sbronzo, come quasi tutte le sere, mentre lui veniva colpito senza rispetto.
Veniva colpito forse da un ubriaco (spero lo fosse o non avrebbe scuse), probabilmente un fighetto (o un "vorrei essere fighetto") del duomo.
Era ancora tiepido quando ho pensato a lui, chino su quel ghigno e quell’ occhio.
Quasi ho pregato, ma non c’è preghiera per quelli come me... ci sono solo pensieri, dolore e rispetto ed auspici.
Lo avevo visto scappare da un cancello, inseguito, poche ore fa mentre mi recavo alla distruzione serale.
Non mi diede molta attenzione, ma aveva ottimi motivi, non me la presi.
Pensai solo, ecco è Nero e mi attraversa la strada di nuovo, mi deve odiare...
Ma non sono superstizioso.
Non troppo.
Lo aveva fatto mille volte prima, per anni.
Era ancora tiepido quando l’ ho levato dalla strada, stupito
stupiti
entrambi, in modi differenti ed entrambi addolorati.
L’ ho nascosto in un posto piccino, credo non gli avrebbe fatto cosi schifo, per lo meno finchè la sua essenza non avesse lasciato completamente questo viaggio che chiamiamo vita.
Era molto pesante, non lo credevo cosi ruvido.
Era molto selvatico.
"Ci reincontreremo" gli ho detto "tienimi il posto"
La sua rigidità me l’ aspettavo però.
Devo ammette che sto più male per lui che per molti parenti, credo solo sia una questione di abitudine: di chi vedi più spesso, per intenderci.
Mi auguro che sarò come lui e lo auguro anche a voi: morti senza sangue intorno, senza cacarci addosso senza pisciare in ogni dove, con dignità.
Mi rimane il suo odore, di polvere, pelo e morte ed il ricordo sui polpastrelli e non se ne va, lo respiro anche ora.
Non credevo avrei mai scritto queste righe, ma ti rispetto e mi addoloro per te: spauracchio delle mie superstizioni.
A presto Gatto Nero.
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