Cultura è quella cosa che i più ricevono, molti trasmettono e pochi hanno. [K. Kraus]
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Negli
ultimi 15 giorni mi sono ritrovata a
battagliare con una sedicenne ottusa, senza carattere e svogliata
e con una madre degna progenitrice di tale figlia... Pagamenti saltati, lezioni dimenticate o bigiate, totale mancanza di rispetto, disimpegno e disinteresse: questo il quadro di questo mio travagliatissimo rapporto docente-discente. La settimana scorsa è caduta la
proverbiale goccia ed ho telefonato a casa: non ho nessuna intenzione di farmi prendere in giro da un’adolescente pigra e negligente e soprattutto non voglio perdere tempo con scolari fannulloni...
Studiare, come qualsiasi altro “lavoro”, comporta
impegno, dedizione e rinunce... Farsi un minimo di cultura oggi interessa a pochissime persone e sicuramente non al
liceale medio italiano, che passa il suo tempo pensando alle scarpe all’ultima moda e scrivendo al cellulare mille sms inutili: io insegno per avere un minimo di reddito, ma faccio questo mestiere con coscienza ed impegno tanto che do ripetizioni solo delle materie che conosco bene, preparandomi per le varie lezioni... ora mi chiedo:
la cultura non vale proprio nulla? Perché il rispetto per l’altro è così raro? I soldi possono comprare tutto, anche il tempo che si è fatto perdere ad una persona?...ho
scaricato l’allieva di cui parla questo post: meglio perdere qualche euro, che vivere servilmente per il denaro ed avvelenarsi il sangue...
In altre parole, una cultura autentica è caratterizzata dall’incoraggiamento di una formazione di base focalizzata sulla comprensione, sull’apprezzamento e sulla trasmissione delle opere migliori prodotte ieri e oggi dalla ragione e dalla fantasia. Una cultura autentica fa di quel tipo di risposta percettiva una funzione morale e politica fondamentale. Trasforma quella «risposta» in «responsabilità», costringe quella risonanza a «essere responsabile» davanti alle occorrenze mentali eccelse. [G. Steiner]