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Thursday, May 01, 2008 - ore 13:42
Terra della luce VS terra delle tenebre
(categoria: " Riflessioni ")
L’uomo vive in una sorta di “terra di mezzo”, un limbo metaforico, tra luce e tenebre.
Dalla sua posizione ha un vasto panorama. Se guarda sopra di lui, vedrà la “terra della luce”, una montagna fertile di gioia, di allegria, dall’atmosfera pacifica, dove serenità e soddisfazione regnano sovrane in un connubio di pura felicità.
Se invece volge lo sguardo verso il basso, c’è la “terra delle tenebre”, un’immensa conca. Lì il terreno è a tratti arido e a tratti fangoso, l’atmosfera rende gli occhi e i cuori ciechi, la malinconia e l’insoddisfazione sono gli unici abitanti.
Ebbene, l’uomo si trova davanti ad una scelta: quale regno preferire? Quale mondo raggiungere?
Certo, la “terra della luce” è molto allettante… Ma la strada è ardua e faticosa, lunga e tutta in salita, sotto un sole splendente ma che fa sudare.
Invece la strada per la “terra delle tenebre” è decisamente più breve! E’ all’ombra quindi è fresca, è in discesa, quindi molto meno faticosa, la meta è molto più vicina.
Purtroppo l’uomo è fondamentalmente pigro, e la maggior parte delle volte preferisce la via più facile: quella dell’autocommiserazione, del vittimismo, della tristezza.
Oh sì, perché è decisamente più semplice piangersi addosso, farsi compatire e notare solo gli aspetti negativi della vita.
Le cose belle della vita sono estremamente più difficili, più nascoste da trovare. Bisogna avere occhio attento per scovarle, osservare e scavare un po’ più in profondità per coglierle. Ci vuole concentrazione. Ma appunto, l’uomo è pigro, e non ha voglia di intraprendere una caccia di questo genere. Son talmente più in rilievo gli aspetti negativi del mondo e dell’esistenza! Non c’è bisogno di alcuno sforzo per trovarli, sono lì, ad insidiarci, a farci soffrire.
Essere infelici talvolta è molto più facile che essere felici. E questo perché è più facile arrendersi e gettare la spugna che combattere.
Poi accade un incontro. L’individuo triste incontra un in individuo felice, sprizzante di allegria e gioia di vivere. Ed ecco che l’individuo triste crede che stando accanto ad una persona così solare possa trovare la felicità, possa essere contagiato da essa. Purtroppo non è spesso così ma la speranza è tale, se non altro.
Questo è il motivo per il quale le persone chiuse in se stesse non attirano gli altri. Esse possono mostrare solo la dura e cruda realtà. Confermando agli altri individui infelici l’irraggiungibilità della felicità. Le persone allegre invece attirano perché danno l’illusione della felicità.
Ricordando che per essere affascinanti e attraenti, prima di tutto bisogna sentirsi tali.
Se non ci si sente così, inconsciamente si nasconderanno le proprie qualità positive… Di conseguenza, gli altri non riusciranno a cogliere quel fascino.
Forse a volte un po’ di egocentrismo farebbe bene. Non troppo, ovviamente, e senza precipitare nell’egoismo.
L’importante è non cadere mai nell’autocommiserazione. La forza bisogna trovarla sporcandosi le mani, così anche un barlume di fuggevole felicità.
Basta solo non essere pigri.
Ps. Dedicato a chi sa.... E grazie per avermi ispirato questa riflessione.
Ps2 E grazia Matteo (jonnybravo) per avere ascoltato questa elucubrazione ieri sera, camminando su e giù per il centro!

Sei stato bravo a seguirmi!

Peccato solo per Juno..
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