
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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sabato 5 giugno 2004 - ore 20:10
cose belle
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Giornata decisamente interessante per la varietà di cose belle viste.
Punto 1 - Fuori dalla biblioteca un matrimonio, nella chiesetta che i pazzi dei miei amici hanno quasi fatto cadere a bestemmie. Quando mi accorgo del lieto evento mi apposto nelle vicinanze per scorgere la sposa. Manca ancora un bel po’, quindi entro a studiare. Sono immersa nei miei pixels e sento le campane a festa: veloce come una faina prendo una cicca e vado fuori a vedermi lo spettacolo. Non posso perdermi il vestito! Devo vederlo! E poi adoro i matrimoni! Ma sbalordita noto che la sposa è praticamente in canottiera: non tanto per il fatto che il cielo era non grigio ma decisamente incazzato, più che altro per il divieto posto da tutti i preti che hanno celebrato matrimoni a cui ho assistito per le spalle scoperte. Ma sono una che si fa i cazzi suoi, e con l’alito da topo dovuto alla nicotina penso a un matrimonio che non vedrò mai: il mio.
Punto 2 – sono per strada che torno a casa, con la mia macchinetta verde e Elio a manetta. Sto cantando Cara ti amo con doppia voce, alterando il mio tono maschilmente e femminilmente a seconda della strofa. Inizia a piovere ma sono serena se c’è Elio con me. Felice e gaudente guido dondolando la testa. Quando all’improvviso dalla curva se ne sbuca uno scooter che repentinamente finisce dentro il fosso. Inchiodo e accosto per andare a soccorrere il malcapitato, correndo sotto la pioggia che scendeva a secchi, immaginando un ragazzino terrorizzato perché il bolide era del fratello maggiore. Invece no, è un vecchietto con la cicca in bocca (e il probabile alito da topo) e il naso rosso, con molte probabilità appena uscito dall’osteria. Gli chiedo se vuole una mano, e lui si arrabbia perché non sono ancora entrata nel fosso pieno di fango per aiutarlo. Mi guarda pure male. Facendo molta attenzione scendo e inizio a spingere in su quell’ammasso di fero. Addirittura mi prendo parole perché non ce la faccio a tirare fuori lo scooter! Meno male poi si è fermato un ragazzo, che ha aiutato il vecchietto a uscire di li con tutta la sua roba. E ancora con la cicca in bocca. Io e il ragazzo ci puliamo le mani sui pantaloni, sorridendoci. Il vecchio prende lo scooter lo mette in moto e parte. Non pretendevo ci offrisse una cena, ma un grazie sarebbe stato carino, o quanto meno educato.
Punto 3 – dopo pochi metri sono a casa, ero attaccata. Scendo dalla macchina con il mio borsone di libri pesanti e odiati come pochi quando una signora dall’altra parte della strada mi chiama a gran voce e mi consegna il mio cane, che scende scodinzolante dalla sua punto grigia. “Gliel’ho portata a casa, è una bestiola tanto cara.. era nel mio giardino che correva con mia figlia e ho ricordato che poteva essere la Kevi..“ La mi bocca voleva dire se lo tenga sto cane idiota, la mia testa ha detto “grazie mille signora è stata davvero gentilissima.. adesso ci penso io a questa cagnolina disobbediente!! Grazie ancora e scusi il disturbo”. Sono stata delicata, potevo veramente dire quello che pensavo della Kevi. È una puttana. Un cane puttana. Corre dietro a chiunque.
Punto 4 – sono sul vialetto che voglio impedire a mia madre di nutrite ulteriormente quel batuffolo di pelo più famoso del sindaco del mio Comune, quando vengo accolta da mio fratello e.. la nuova morosa, tale Irene che mi aveva presentato domenica di sfuggita alla festa. L’ha portata a casa a conoscere i miei. Due parole e poco dopo escono. Mia madre mi guarda dubbiosa e mi riempie di domande, lei preferiva la morosa di prima, a me basta che Marco sia contento e in più questa ragazza è carina, gentile, educata e ha le ciglia separate. Mio padre indaga scorrendo tutte le foto della macchina digitale, mia madre pensa a cosa comprarsi per il loro matrimonio, io e l’altro fratello ci facciamo i cazzi nostri che è meglio. Marco poi torna per cena. Interrogatorio. Io e l’altro fratello piegati dal ridere. La perla quando mio padre se ne esce con questa frase a tavola, tutti e 5 presenti, con dei risi in brodo davanti:
“Ma lei chi è? Una tua amica? O la tua ragazza? Perché ci sono anche le amiche speciali..”Marco cerca il mio conforto respirandolo nell’aria, ride in mia direzione senza incrociare il mio sguardo, sarebbe la fine.
“è mia morosa, punto.”
Adoro i genitori che parlano per il cazzo!!!




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