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Wednesday, May 07, 2008 - ore 19:55



(categoria: " Vita Quotidiana ")


La vita agra fu pubblicato nel 1962, in pieno del cosiddetto boom economico, di quello che fu definito da Giorgio Bocca “miracolo all’italiana”. Fu l’epoca di una ricchezza crescente, di cui ancora oggi godiamo i frutti:

"..sono i soldi che cominciano a circolare, magari sotto forma di cambiali. È l’aumento vertiginoso dei consumi, concentrato sull’utilitaria, il frigorifero, il televisore. Nelle città del Nord aprono i primi supermercati, identici a quelli che si vedono nei film americani. I rivenditori Fiat, pressati dalle richieste, impiegano sei mesi a consegnare una Seicento. Viene inaugurata l’Autostrada del Sole. L’espressione “week-end” entra nel linguaggio comune, i quotidiani commentano soddisfatti i primi “esodi estivi”. E la Chiesa controlla, con occhi preoccupati, le scompostezze del nuovo nato che i giornali chiamano “italiano medio”.

Bianciardi aveva qualcosa da dire, qualcosa di tumultuoso e complesso, era la rabbia e il disagio che lo abitavano. La sua prospettiva non è quella dell’osservatore distaccato, ma quella di chi vi è totalmente coinvolto. La poetica del libro è costantemente e tenacemente la realtà nella sua presenza quotidiana, concreta, tanto da essere una dichiarazione documentata di ciò che accade, senza mai declinare in verità universali o invenzioni letterarie, non quindi come una fuga nell’immaginario, ma come uno scavare dentro al presente individuale e storico. Per questo l’ambientazione è Milano, il suo appartamento, le vie percorse, i bar, gli uffici; per questo mette così puntualmente in gioco se stesso, perché si tratta di una letteratura che vuole puntare il dito precisamente al “qui e ora”. Una letteratura di denuncia, volendo, che vuole farsi solidale al lettore ponendo un patto tacito di verità.


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