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Saturday, May 10, 2008 - ore 11:01
Informazione e tragedie
(categoria: " Riflessioni ")
Salve. Io ho riportato molto brevemente lansa della morte del ragazzo in questione, senza se e senza ma. Vorrei fare due incisi: in questa realtà, il mass media, linformazione, il giornalismo, è prettamente espressione di sbilanciamento a favore di questo o quello schieramento, non mi riferisco a questioni politiche. Non viene descritto un episodio, viene detto quello che uno è obbligato a pensare del fatto, perchè linformazione è legata, su tantissime questioni. Questo avviene per ogni notizia, leggere un giornale deve essere leggere il fatto, la cronaca, perchè ora lopinione di questo o quel giornalista è frutto della testata, è frutto degli interessi. Su tutti, due esempi: Indro ed Enzo, due magnanimi, che erano liberi di fare finchè non hanno toccato gli interessi di questo o quellindividuo di potere. Quindi sul fatto informazione, io condivido chi dice che è visceralmente controllata, per non usare termini di altro genere.
Sulla realtà dei fatti accaduti a Verona, io la penso in questo modo: per aver agito così una motivazione ci deve essere: dimostrazione di superiorità allinterno del gruppo? follia improvvisa? raptus indotto da qualche sostanza?O si devono considerare piuttosto il giorno, e lo schieramento? Io ne ho pensate di cose, perchè morire per strada, così, puoi averne 1, 10 o 100 di anni, ma non è ammissibile.
Questo è il frutto della divisione interna che sè creata, in ogni questione...tu hai questa firma nella camicia? Bah, io ho laltra..tu hai questa macchina? io ne ho unaltra più bella ancora..tu quanto prendi?Tse, io prendo il doppio...cioè, siamo in lotta quotidiana, ogni giorno,anche in questi blog... e questo sfocia in tante cose, io non credo a chi ha sempre il sorriso in bocca, a chi se ne strafotte di quello che avviene per strada, nei mezzi pubblici, in una piazza...e che esce solo per dire che lItalia ha questo o quello. Il fatto di Torino quanto quello di Verona sono sintomi e segni di uninciviltà che è radicata sul territorio, lascio perdere il paragone dei fatti, perchè non entro in merito, il punto è questo: cè un odio fraterno che vive dellinciviltà e dellimmoralità che sè creata in questo "assurdo Bel Paese" . Rendiamocene conto, una volta per tutte, basta giustificazioni, basta creare miti ed osannare questo o quel colore..ma questa, è solo la mia versione del respirare quotidiano.
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