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Friday, May 16, 2008 - ore 12:33


Ilarità..
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Trattasi di una lettera inviata da un muratore alla sua compagnia di assicurazione dopo un incidente piuttosto singolare... personalmente credo si tratti di una barzelletta o qualcosa di simili visto che non è la prima volta che la sento.


Eccellentissimi signori,
in risposta alla loro richiesta di ulteriori informazionidichiaro:nel capoverso n. 1, riguardante la mia partecipazione agli eventi, avevo riportato: <<cercavo di eseguire i miei compiti e senza aiuto>>, come causa del mio incidente. Mi viene richiesto di dare una spiegazione più dettagliata, per cui spero che ciò che segue chiarisca una volta per tutte i loro dubbi.
Sono muratore da dieci anni. Il giorno dell’incidente stavo lavorando senza aiuto, ricoprivo di mattoni una parete del sesto piano dell’edificio in costruzione in quella città. Eseguito il mio lavoro, constatai che erano avanzati circa duecentocinquanta chili di mattoni. Invece di portarli fino a pian terreno a mano, decisi di metterli in un barile e di calarli giù con l’aiuto di una carrucola che era felicemente fissata a un atrave del soffitto del sesto piano.
Scesi al piano terra, legai il barile con una fune e, con l’aiuto della carrucola, lo sollevai fino al sesto piano, fissando l’estremità della fune a una colonna del piano terra. Poi salii di sopra e caricari il barile di mattoni. Ritornai al pian terreno, slegai la fune e la impugnai con forza in modo che i 250 kg di mattoni scendessero lentamente (devo specificare che nel capoverso n. 1 delle mia dichiarazione alla Polizia ho indicato che il mio peso corporeo è di 80 kg). Inopinatamente, i miei piedi si staccarono da terra e comincia a sollevarmi velocemente trascinato dalla fune. In virtù dello spavento, persi la mia presenza di spirito e istintivamente mi afferrai ancora di più alla fune mentre saliva a gran velocità. In prossimità del terzo piano, incrociai il barile che scendeva ad una velocità approssimativamente simile a quella della mia ascesa e mi fu impossibile evetare lo scontro. Presumo che questo spieghi la frattura del cranio.
Continuai a salire finchè non mi si incastrarono le dita nella carrucola, il che provocò l’arresto della mia ascesa, sennonchè le fratture multiple alle dita e al polso. A questo punto, avevo già recuperato la mia presenza di spirito ( :| ) e nonostante il dolore rimasi attaccato alla corda. Fu in quell’istante che il barile urtò il pavimento, perse il fondo e tutti i mattoni si sparpagliarono.
Senza mattoni il barile pesava approssimativamente 25 kg. In virtù di un principio semplicissimo, iniziai a precipitare velocemente. Nel passare approssimativamente davanti al terzo piano incrociai il barile vuoto che saliva. Lo scontro che ne derivò presumo spieghi le fratture delle caviglie e del naso. Tale scontro, felicemente, ridusse la velocità della mia discesa, di modo che, quando atterrai sulla catasta di mattoni mi fratturai solo 3 vertebre. Mi rincrese doverlo dire, ma quando giacevo sui mattoni, con dolori lancinanti, incapace di muovermi, e vedendo sopra di me il barile, persi di nuovo la mia presenza di spirito e mollai la fune. In virtù del fatto che il barile pesava di piu della corda, discese velocemente e mi piombò sulle gambe, fratturandomi tutte e due le tibie.
Nella speranza di aver chiarito definitivamente le cause e gli sviluppi degli eventi, invio loro cordiali saluti.

Giustizia sarà fatta.







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