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Saturday, May 17, 2008 - ore 22:59
(categoria: " Riflessioni ")
Non cè bisogno che leggiate questo post.
Lho scritto per me, per sfogare le mie emozioni ubriache, i miei pensieri, senza volere una risposta da qualcuno: è come se scriverle me le mettesse di fronte dal di fuori, e nel rileggerle mi sembrasse di immaginare a freddo che siano di qualcun altro.
Oggi sono stato al matrimonio di mia cugina. E il secondo in un anno. 12 mesi fa, infatti, si era sposato un caro amico di famiglia. Quando ero piccolo dividevo gran parte del tempo libero con loro. Quattro famiglie di genitori ex compagni di scuola con vacanze, feste, domeniche assieme. E quattro bambini, tre coetanei più io, di quattro anni più piccolo, sempre assieme. Fino ai 12 anni. Poi, lentamente, ci siamo persi. Ho iniziato a frequentare altri amici, principalmente quello stesso Manzo che bazzica su questi lidi. Aveva la mia età, i nostri genitori forse hanno pensato fosse meglio così. Le strade, con gli altri, si sono divise ad unetà cruciale, dove un anno fa tutta la differenza del mondo. Quando gli altri tre erano già grandi, adolescenti, io ero troppo piccolo; quando toccava a me, loro non cerano più. I genitori hanno continuato a frequentarsi, ma noi ci siamo persi in unepoca in cui tra laltro non cerano le mail o i cellulari, e la conoscenza, che poteva diventare il rapporto di una vita, è diventata un vedersi una volta lanno. Una cugina che era quasi una sorella, è diventata una persona che non ho visto per quasi 2 anni, di cui non so cosa fa nè dove, se non per sentito dire. E non sapete quanto mi dispiaccia. Per il rapporto che lega i nostri genitori: ho come limpressione che non riuscirò a tramandarlo, seppure così speciale.
Bene, da oggi loro 3 sono tutti sposati, accasati. Ma limpressione è che oggi non siano solo 4 gli anni che ci separano, ma molti di più. Io sono rimasto il bambino di sempre, quello più piccolo, da coccolare, ma anche quello a cui dare meno importanza. Come tanti anni fa. Ho il mio carattere iper-chiuso, taciturno, timido, introverso: loro sono lopposto. Queste giornate (è la terza, il terzo matrimonio) mi spiazzano. Se penso che tra 4 anni dovrei essere come loro mi viene male. E mi viene da pensare chi sia quello sbagliato, se io o loro. E lasciamo stare le storie sentimentali alle spalle, non penso sia solo una questione di trovare la persona giusta. E proprio questione che io sono rimasto ai miei 17anni e non riesco ad andare avanti. Tra tutti gli altri miei amici nessuno ha intenzione di sposarsi o progetta figli. Il mio idolo è il mio vicedirettore che ha 35anni, ne dimostra 25 e fa il cazzone in giro per locali. Eppure se penso a chi è più "serio" la scelta non può che cadere sugli altri 3, non me ne vogliano i miei amici che hanno avuto il buon cuore di leggere fino a qui. Hanno famiglie splendide, lavorano, sono avviati alla vita. Forse è vero che i tempi cambiano, che 4 anni di differenza si sentono, che dovrei guardare più alle persone con cui sono cresciuto e non meravigliarmi perchè, in fondo, sono come loro. Ma quei 3 sono lì, sempre presenti, sono quasi una seconda famiglia, quasi dei parenti, sono quello di cui si parla in casa, quello cui guardano per me i miei genitori, e in queste giornate non posso non pensarci. Mi prende troppo male. E come se pensassi "da che parte devo stare"? E, davvero, non lo so.
Bah, forse è solo sera, sono stanchissimo e ho bevuto troppo: speriamo domani passi tutto e mi risvegli il solito cazzone 17enne...
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