Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare. E quando ho visto il mio demonio, l’ho sempre trovato serio, radicale, profondo, solenne: era lo spirito di gravità, grazie a lui tutte le cose cadono. Non con la collera, col riso si uccide. Orsù, uccidiamo lo spirito di gravità. Ho imparato ad andare: da quel momento mi lascio correre. Ho imparato a volare: da quel momento non voglio più essere urtato per smuovermi. Adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso è un dio a danzare, se io danzo. [F. Nietzsche,
Così parlò Zarathustra, I,
Del leggere e scrivere]
Il week end del mio compleanno è arrivato e passato: nonostante le oltremodo
avverse condizioni climatiche (per muoversi, vista la pioggia scrosciante, sarebbe stato pratico essere muniti di scafandro), che sono riuscite persino a
minare l’incrollabile
buonumore di Taddeo, tutto è
andato per il meglio: venerdì sono persino riuscita a convincere l’Uomo ad andare al
Banale a ballare (che sia per questo che ha piovuto così tanto?)!

Ringrazio tutti quelli che hanno reso questi
3 giorni indimenticabili con la loro presenza e con le loro parole:
l’Uomo ovviamente,
la mamma ed i nonni, Ale e Selena (grazie per la festa),
Barbara (che da adesso è ufficialmente la mia polpetta),
Dario e Camilla (adoro sia la t-shirt che il bracciale),
Pippo e Giulia (posso vantare un regalo arrivato direttamente dall’Egitto),
Yomy ed Alessandra (un pigiama troppo fashion)... eppoi
la Pinzi e Giorgio, Sica, Detta, Irene, Jek e Carlo, Leo, Andrea (che non vuole apparire in foto, però c’era),
Giuliano, Silvia, Marzia, Elisa e Francesca, Marta e Matteo (il coretto telefonico è stato eccezionale)... e tutti quelli che si sono ricordati di me, facendomi gli auguri: la
Siza, Biankaneve, E-Pal, Irenek, psychowar, Drauen, jessicaus, Morandaz, violavale, mayamara, ecc ecc ecc... Non dimenticherò presto questi miei 29 anni...
Eccovi alcune
istantanee di queste giornate...
«Ho fatto questo» dice la mia memoria. «Non posso aver fatto questo» dice il mio orgoglio e resta irremovibile. Alla fine, è la memoria a cedere. [F. Nietzsche,
Al di là del bene e del male]
... che bello stare sopra un tetto, in piena notte, sotto la pioggia scrosciante ed
assaporare la libertà di esserci e basta...