
Quello di quest’anno, se continuasse così, sembrerebbe un mondiale apertissimo, ovvero, da questo punto di vista, spettacolare.
Prima di passare ad una analisi sul motomondiale però devo dire qualcosa riguardo allo spettacolo.
Da Ferrarista, ho "sofferto" molto. Soffrivo alle elementari quando (da Veneziano) l’unico altro mio compagno di classe appasionato di F1 teneva per la McLaren e Prost in particolare. Che vincevano.
Ho sofferto anche con Mansell e Prost, che pur sfiorando il mondiale non mi hanno saputo trasmettere quel qualcosa in più che dava gente come Alboreto.
Prost in modo particolare l’ho quasi odiato quando definì la sua monoposto, dopo i soliti guai, un trattore.
Con Alesi, continuavo a soffrire e forse ancora di più, perché mi dava l’impressione di una persona onesta che dava il massimo e pur facendolo non bastava alla Ferrari di quella volta. C’è da dire anche che aveva una sfiga pazzesca, fantozziana.
Poi, dopo l’unica vittoria di Alesi nel ’95 e (credo) 2 di Berger (tra il 94 e il 95), arrivò Schumacher. E con lui le prime VERE vittorie. Ai vertici della Ferrari intanto avevano imboccato la strada del risanamento e poi i risultati arrivarono.
Tutto questo per dire cosa?
Ho sempre odiato i mondiali definiti SPETTACOLARI. Dopo anni passati a soffrire vedendo la Ferrari arrancare, senza neanche mai minimamente pensare di mollare il cavallino, cosa c’è stato di più spettacolare del mondiale 2002 vinto con 6 gare d’anticipo (e anche un po’ di fortuna)?
Detta con tutta sincerità, dalla gara successiva, finalmente ho potuto gustare i Gp dall’inizio alla fine, mentre in precedenza, per paura di vedere disastri non guardavo certe fasi, come la partenza o le soste ai box. E sopprattutto non passavo più un’ora e mezza d’ansia, anche se Schumacher stradominava le gare.
Però la stampa parlava di noia rossa...
E allora?... ero contento di ANNOIARMI!
Al di là del valore di Ducati, già apprezzata da tempo nel mondiale Superbike, quando approdò in motogp ero contento perché finalmente potevo avere "la Ferrari" anche nel motomondiale. Con Aprilia in 500, qualche anno prima, non era la stessa cosa. Tra l’altro anche come colori il richiamo sembra quasi banale. E non ho avuto dubbi per chi tifare. Anche se riuscivo a vedere le cose con un po’ più di distacco perché da anni seguivo volentieri anche Valentino Rossi.
In MotoGp quest’anno la lotta è appunto, come dicevo, ancora apertissima (e secondo me) lo sarà per tanto, a condizione che nessuno dei 4 ceda di colpo per più Gp di seguito.
Dico questo, perché mi spiace aver visto le vicende della Ducati di Stoner al Gp di Francia. Anche se sono stato tutto sommato contento abbia vinto Valentino, al di là dei commenti di ultra parte dei giornalisti Italiani. Bello il giro d’onore con Nieto che guidava la M1, con Valentino dietro.
Sono contento anche per Colin Edwards, che però dimostra che forse è la Yamaha che si è risollevata dall’anno scorso.
Fatto questo che dovrebbe far capire che a vincere l’anno scorso non sono state solo le gomme, ma la Ducati prima di tutto, anche con la guida ad hoc di Casey Stoner.
E in Ducati fino all’anno scorso c’era anche Capirossi, che secondo me è l’artefice dello sviluppo che ha portato la casa italiana a vincere il mondiale; in molti sembrano averlo scordato.
Complimenti anche a Lorenzo, che pur fratturato ha portato la sua Yamaha al 2° posto, anche se questi giovani spagnoli proprio non li sopporto. Pedrosa, quest’anno, mi sembra faccia meno il fighetto imperscrutabile degli altri anni, quindi potrebbe cominciare a non starmi antipatico.
Un’altra cosa. Mettiamo il bavaglio ai giornalisti sportivi. Se uno oggi perde non è più nessuno, se domani vince è un dio che ritorna, se poi perde ancora ce lo dimentichiamo; se una moto va, bravi tutti oppure brave le gomme; se una moto non va è da buttare o da cambiare le gomme.
Secondo me, la Ducati (dell’anno scorso) e Valentino (ieri) avrebbero vinto comunque anche con le Michelin. E chissà, secondo me la Ducati di quest’anno tornerà a vincere e Valentino anche. Che ci piaccia o no.
E comunque questo è solo il mio pensiero.