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giovedì 10 giugno 2004 - ore 13:33
Storie di quotidiana carità
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Questa mattina ha bussato alla porta della mia casa un giovane nordafricano, in lacrime e con evidenti segni di percossa su viso, nuca e collo. Il giovane, che ha diciannove anni e sembra essere sprovvisto di permesso di soggiorno, è andato a chiedere un lavoro presso un'azienda qui vicino, di cui ovviamente tacerò il nome; è stato "accolto" da un dipendente, il quale dapprima ha tentato di buttarlo fuori "con le buone", poi non ha trovato di meglio che picchiarlo con un bastone, fino a produrgli due tagli sulla nuca, lividi e graffi su collo e spalle, e rompergli il labbro superiore con un pugno.
Scappato da questa situazione, il giovane ha chiesto soccorso in una decina di case nelle vicinanze, ma nessuno gli ha aperto, e anzi qualcuno l'ha mandato via a parolacce.
Io mi chiedo: è possibile che in una società che si professa cattolica e caritatevole accadano queste cose? E non mi riferisco solamente al "pestaggio" con cui l'hanno accolto, ma anche al muro di indifferenza che l'ha circondato... Evidentemente la gente non si ricorda che i nostri padri e nonni sono dovuti emigrare nelle Americhe, per trovare di che sopravvivere e far sopravvivere le famiglie... Alla faccia della Padania e della "razza Veneta"!
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