STO LEGGENDO
Terzani...sempre.
E poi Baricco e i classici.
E "Un cappello pieno di ciliege"
Moses
HO VISTO
Roma col sole e uno spiraglio di luce in me...
e poi

e...

e ancora...
STO ASCOLTANDO
- Renato e la sua poesia
RadioZero- Cambierò...di Anna Oxa
- Baglioni
- Biagio
- Fabi
- Jovanotti
- Negramaro
- Tiziano Ferro
- Pausini
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Ricercato. Nero. Elegante. Di classe. Alla Audrey!
ORA VORREI TANTO...
Il mare...
un abbraccio...
Giovanni tra le mie braccia

un profumo...il suo.
Acqua di sale.
STO STUDIANDO...
...per l’abilitazione!
OGGI IL MIO UMORE E'...
alla ricerca e in silenzio...
ma dolce serenità per il dono dell’Amicizia

"La
speranza scaturisce dal desiderio. Dal desiderio di amore,
dal desiderio
di esprimere noi stessi, dal desiderio di libertà. E in quanto più questo
desiderio è forte e nello stesso tempo, radicato, tanto più la speranza ha
la capacità
di trasfigurare il futuro, di presentarcelo radioso,
infinitamente desiderabile. Ed ha il potere di rasserenare il nostro cuore,
di placare le nostre ansie,
di rendere sopportabile il presente e di
rafforzare la nostra volontà di
combattere per realizzare ciò che
desideriamo."
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
2) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti...
MERAVIGLIE
1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) tremare dopo il primo bacio tanto desiderato...
4) Guardare negli occhi la persona a cui si vuole più bene in assoluto, vederla andar via e sapere che potrà accadere qualsiasi cosa tra di voi ma lei sarà sempre lì nel cuore...
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Saturday, May 31, 2008 - ore 21:27
La mia rubrica: Phenomena
(categoria: " Riflessioni ")
Su "Eventi Culturali", da luglio, a cura di Michela A.PHENOMENA
dal verbo greco, indica ciò che è visibile ai sensi, chiaro ed evidente ma è anche ciò su cui non ci fermiamo troppo a pensare…
Il Grande Fratello visto “da dentro”Il programma televisivo,
fenomeno mediatico per antonomasia, si ispira ad uno dei più celebri romanzi di George Orwell, pubblicato nel 1949 ma scritto nel 1948 (il titolo è ottenuto invertendo le ultime due cifre del primo anno della stesura). 1984 è stato definito il romanzo dell’utopia negativa: narra di un Grande Fratello, capo dello stato totalitario di Oceania, che attraverso le telecamere sorveglia costantemente e reprime il libero arbitrio dei suoi cittadini. Lo slogan del libro "Il Grande Fratello vi guarda" si attaglia al meccanismo del programma, nel quale appunto gli autori della trasmissione hanno il controllo della situazione nella Casa.
Ciò che tenta di fare il protagonista del libro, è difendere la propria identità, è riconoscere i propri limiti per conoscere la verità ed è anche sfidare le regole del suo creatore per rivendicare quella libertà del volere e del potere. Innumerevoli sono gli spunti offerti e altrettante le questioni da poter sviscerare, principalmente due quelle che qui si decide di prendere in esame chiacchierando con un ex concorrente del programma televisivo; la scelta non è superficiale o fuorviante come potrebbe apparire: Andrea Spadoni è un giornalista, un appassionato di letteratura e una persona sensibile e intelligente.
Il format del GF rappresenta il prototipo di un nuovo format televisivo in cui si integrano, seppure in modo sperimentale e non ancora portato alle estreme conseguenze, tecnologie e generi diversi. In questo programma convergono tecnologie che esaltano il tempo reale e la dimensione interattiva: televisione, tv digitale, Internet, telefonia mobile e fissa, webcam, teletext, videogame. Esso inoltre sembra operare una sintesi piuttosto efficace tra i generi televisivi maggiormente idonei a far risaltare la componente espressiva-relazionale dei rapporti interpersonali: talk show, ripresa di avvenimenti in diretta, soap opera, giochi a premi.
Riesce, la “creatura” a porsi e a proporsi in maniera autentica e autonoma, ovvero sganciata dal “volere” del “creatore”? Fuor di metafora, il concorrente è libero davvero all’interno del programma o c’è una regia superiore di cui non si accorge e di cui non ci accorgiamo? The Truman Show è un film che ha segnato i pensieri e le riflessioni di molti…Dirò semplicemente, per esperienza e per il mio lavoro, quest’anno, di inviato giornalista dietro le quinte del programma, che ci sono le persone e poi ci sono i personaggi. Non voglio emettere giudizi né esprimere condanne. Io sono stato una persona infondo chi ero se non me stesso e che avevo da proporre se non me? ho avuto la fortuna di fare un’esperienza come il Gf, che mi ha fatto conoscere da un vasto pubblico ma non sono Nessuno. Punto e basta. Insomma, un messaggio, se mi volete sputare, prima conoscetemi. Poi magari, tiratemi anche le palle di fango. Ma prima conoscetemi perché a chi e su chi si sputa veleno? All’immagine di qualcuno? all’invidia?
Ragazzi, leggete e studiate. Ma soprattutto provate a sognare nella vita. Aiuta a rendere meno amare le delusioni. E la frustrazione di un’esistenza senza una missione. Colpa di un fuoco che brucia dentro, di qualcosa che è come compresso dentro il suo cuore, che deve esplodere. Colpa di una mente che è sempre in viaggio (oggi anche il corpo), colpa della curiosità di conoscere tutto del mondo. Ma la verità? Sono stanco, morto. Viaggiare è bello. Si vedono persone situazioni, si va avanti. Ci si muove. Si conosce il mondo. Ma è l’ora di fermarsi, riflettere. Ho le gambe spezzate e un mal di testa incredibile. Oggi vivo più in treno che a casa mia. Lo faccio per inseguire un sogno. Per trovare il giusto equilibrio alla mia vita e per, come tutti, capire che cos’è la verità e viverla.
Di certo Orwell è debitore di Platone che nel VII capitolo della Repubblica, con il mito della Caverna, pone chiara l’esigenza, per l’uomo, di sapere che cosa è reale e che cos’è ciò che è reale.
Tu parli di autenticità, di vita che continua normale, semplice, senza che nulla, dopo il passaggio mediatico, cambi, nulla di ciò che è fondamentale. Come a dire che fuori dalla tv, nel caso specifico, c’è la vita vera, il reale distinto dal reality…e se l’universo stesso non fosse che un luogo di cartone nel quale tutti noi recitiamo? E se la sequenza di mondo finto dentro il mondo vero non fosse che una sequenza infinita?La vita è strana, ti riserva delle sorprese inaspettate. Ti regala immagini, volti, sorrisi, colori, emozioni. La vita è una sequenza di azioni o un insieme di gioie, dolori, di momenti di equilibrio o momenti di follia. Ognuno vorrebbe scrivere il libro della sua vita, e ognuno pensa che il proprio è il più interessante. Ma alla fine il percorso è quello, il filo che ci lega è identico, il mistero che ci ha portato tutti sulla terra è uno solo, uguale per tutti. Non ha differenze sociali, o classificazioni secondo il colore della pelle, siamo tutti qui, a correre verso un qualunque obiettivo, nella stessa direzione, ci scambiamo idee, parole, pensieri, momenti di vissuto. Ma soprattutto ci conosciamo, condividiamo con altri il nostro percorso e tutto questo è magico. Mi soffermo a pensare che l’incantesimo della vita è proprio questo, al di là dell’evento mediatico, della scia della popolarità più o meno forte. Ed è questo che mi sorprende: attualmente la mia vita è tornata alla normalità e chi mi ha seguito passo passo ha capito che Andrea è un ragazzo normalissimo, che odia quando gli dicono “sei diventato un Vip”, che non sopporta il voler essere per forza davanti a una telecamera, senza essere nessuno, ma che continuamente lotta per dare qualcosa a se stesso, per migliorare, per crescere, per amare e magari lasciare anche la propria testimonianza a chi lo ha conosciuto e a chi gli ha voluto bene e ha creduto in lui. Dopo un anno e mezzo, passata l’euforia, vedo e spero che la mia normalità abbia insegnato che per avere grandi risultati bisogna lottare, soffrire, amare ciò che si fa e pensare che i sogni non sono solo sogni, ma che si possono raggiungere, sempre. Senza comprarli, perché i sogni non si comprano! Si conquistano!
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