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il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

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lunedì 2 giugno 2008 - ore 10:48


JE NE T’AIME PLUS, MON AMOUR
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le luci mancate solo di qualche giorno a Parigi, e dormire su divani affittati a casa di compagni di scuola di Vasco.
Destino che non si raccapezza.
Felicità persa con l’ultima metropolitana dopo mezzanotte, e la crudele sensazione di non avere un posto.
Che non ci sia posto lì, per me.
Che divoro le notti sulla Senna come film di Godard.
Che mi nascondo dalle mie paure sotto le gonne di Monna Lisa al Louvre.
Che non ho parole per il disagio provato così poco bohemien, di questi giorni sigillati, sottovuoto, prodotti e consumati in atmosfere protette.
E gli occhi di Nico.
E quella ferita. Tu sai quale.
Io non so spiegare.
La difficoltà di abitare gli altri.
Fare i conti con pittori rinnovati e neocatecumenali, diplomatici in erba ed in odor di rivoluzione.
La difficoltà di non avere nulla da dire in merito.
Respirare la Senna e morire tra un sorso di pastisse e la buona volontà a colazione.
L’assenzio.
Rubare il sonno per darlo ai ciechi.
Sopravvivere di sfiducia e d’acne e delle valigie di Tondelli nei corridoi.
Morire ancora per scelte obbligate, per quello che può vaneggiare un pittore ubriaco. Per le verità che mi tengono sobria.
...
E mi manca solo quel letto. Una finestra sul soffitto che rimanda cielo fatto a pezzi dall’ombra delle scale. Il posto più sicuro dove restare a Parigi.
Per non morire.



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