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Monday, June 02, 2008 - ore 16:24
Quattro cani
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Rovereto non è cittadina da soddisfazioni leghiste. Pur nelle nordiche e fiere alture del basso trentino può succedere a qualche camicia verde di tornarsene a casa con le pive nel sacco. Venticinque entusiasti difensori della quiete pubblica (che a Rovereto, immersa com’è nelle montagne, comunque non manca mai) sono dovuti negli scorsi giorni tornarsene a casa dopo un paio d’ore di passeggiata marciante. La ronda in difesa dei sonni degli onesti cittadini di - alta - razza Piave era fallita. Eppure, i venticinque entusiasti non pretendevano molto: non che si chiedesse la grazia di un passante con la pelle sospettosamente scura, ma almeno un qualche scalmanato che deturpa un muro, o qualche avventore che aveva brindato con troppa grappa. Invece, nulla. "Qui fuori non c’è un cane", si è infine risolto a sentenziare sconsolatamente uno dei venticinque nel buio silenzio delle valli notturne. O meglio: qualche cane c’era. E ogni tanto abbaiava, pure. Ed ecco allora che la più avanguardista tra le menti del Carroccio, Giancarlo Gentilini, è intervenuto a difesa degli entusiasmi dei suoi compagni di partito roveretani. E il nuovo obiettivo è presto trovato: "da noi non vogliamo cani di razza straniera: solo fidi esemplari di razza padana, più rispettosi della nostra economia floreale", ha annunciato il prosindaco di Treviso.
Acclarato che i cani stranieri sporcano di più, sorvolato sul fatto che i quadrupedi non possono esibire chiare appartenenze nazionali - a parte qualche sfortunato setter inglese o pastore tedesco che però, accipicchia, sono comunitari - si attendono ora le ronde degli accalappiacani padani. Dopo di che, basterà mettere alle bestie infingarde un passaporto illegale al collare e cogliere uno di loro in flagrante mentre cerca di rubare un bambino. Poi, il gioco sarà fatto: Rovereto tornerà quieta e solitaria come una tomba sotto le stelle delle notti alpine. O almeno fino a quando a qualche grillo ruba-bambini o a una rana batrace immigrata clandestinamente non venga in mente di rovinare di nuovo tutto.
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Leonida, 23 anni
spritzino di Caldogno (Vi)
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