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Tuesday, June 03, 2008 - ore 21:39
Popoli del cazzo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
è sorprendente quanto sia diffusa l’ignoranza sull’inquinamento etnico che popola il nostro pianeta. no, non sto parlando di popoli sia pur deplorevoli come gli zingari o i massesi, di cui tutti abbiamo notizia. sto parlando delle più o meno piccole tribù indigene che ancora allignano sul globo terracqueo. il fenomeno è sottovalutato. per esempio, si assuma che io vada in campeggio sugli altipiani della nuova guinea per trovare ispirazione per la mia monumentale sinfonia per lambretta e cinghiale. ora, cosa vorreste trovare voi sull’altopiano della nuova guinea? in mezzo ad insetti immondi ed erbacce? facciamo un rapido elenco:
- una dozzina di puttane ungheresi diciannovenni
- l’ispettore bloch
- gaspare
- un libraio fiorentino
- un pedofilo
- francesca mambro vestita da negra
- zuzzurro
- un viscido ma servile sottoposto gobbo
- allah
- claretta petacci
- il macellaio della "ciccia" del tg5 gusto
- carl barks
- un esercito di furby templari
- daisy dukes
- cornelius codreanu
- sauron
- bobby fischer
- altre 12 (dodici) puttane thailandesi diciannovenni
- mariano rumor
ecco,questa è quella che chiamerei una gioviale compagnia e che sarei contento di incontrare sugli inospitali altopiani della nuova guinea. invece chi mi tocca incontrare, se mai fossi così folle da muovere il mio pesantissimo e sudato culo da questa sedia? potrei per esempio incontrare gli
Etoro un ameno popolo di froci in cui gli anziani se lo fanno succhiare ritualmente dai ragazzini (e con l’ingoio). capite bene che sarebbe complesso accettare un invito a cena da costoro senza rischiare la mia invitta virilità.

poniamo poi di cambiare posto e di volersi rifugiare in meditazione filosofica in amazzonia. ecco che mi troverei davanti i i
Piranha , il principale Popolo del Cazzo che arranchi su questo pianeta. ora, uno va da un popolo primitivo e, il cuore aperto all’amicizia co’negri, si aspetta di imparare comunque delle cose. leggende buffe, lingue misteriose, sapienze antiche, meditazione sciamanica, scopate doggy-style.
se vi aspettate questo dai piraha, picche. chissà che belle le leggende tradizionali dei piraha che questi popoli hanno sempre un sacco di saggezza da insegnarci,eh? eh si, se le avessero le leggende, ’sti mentecatti: i piraha infatti non hanno leggende nè tradizioni di alcun tipo, se non quella di intossicarsi durante la luna piena con della roba, quindi che vi racconteranno? storielle di caccia dei loro nonni? eh no, pinocchietti, perchè i piraha non hanno memoria di alcunchè vada al di là delle loro esperienze personali. ma dai, divertiamoci allora a insegnare il sudoku ai piraha! bravo te: i piraha sanno a malapena contare fino a tre o quattro, e anche lì non si capisce, perchè la parola identificata come "uno" significa anche "poco", e quella identificata come due o tre significa anche "un pò più di uno". dopo di che c’è "tanto". un giornalista da qualche parte li presentò con questa frase:I Piraha sono poche centinaia, ma non lo sanno. Perché non lo sanno dire. beh, ma se lo sapessero dire lo direbbero con una lingua ricca ed elegante, no? no. i piraha hanno una delle lingue più povere e semplici del mondo. hanno meno suoni di qualsiasi altra lingua, hanno preso i pronomi in prestito da una lingua vicina, non hanno parole per i colori (così come per i numeri) e in generale fanno una fatica puttana ad esprimere concetti astratti di qualsivoglia tipo. controverso è il problema se sappiano disegnare o meno: su un sito si trovano scarabocchi attribuiti ai piraha, ma la leggenda vuole che non sappiano neanche tracciare figure geometriche semplici.
tutto il resto che i piraha sanno fare, a parte cacciare dannatamente bene (come però centinaia di tribù culturalmente avanti anni luce a loro) è: raccontarsi barzellette (idiote, suppongo, vista l’agghiacciante desolazione culturale in cui sono immersi), dormicchiare, intossicarsi e farsi venire fame. già, perchè il piraha si mette a cacciare proprio quando gli viene fame, non ha assolutamente il concetto di "fare provvista".
ora cos’è, dovrei avere rispetto per la cultura di ’sti cazzoni? avessero una cultura! non sanno contare, non hanno una parvenza di arte o letteratura, non sanno niente e io dovrei preoccuparmi di preservare la loro non-cultura? ma cristo, se c’è rimasta un pò di pietà, trasferiamo tutti i loro bimbi in occidente a studiare.
ma non potevamo concludere questa rassegna di Etnie della Minchia senza citare sia pur brevemente questa recente notizia: finalmente in
Swaziland si tromba di nuovo! si noti che quel furbastro del re locale ha violato la legge che egli stesso ha promulgato, sposando una 17enne ma onestamente automultandosi di una (1) mucca. devo commentare? ma no: fatelo voi.
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