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Thursday, June 05, 2008 - ore 18:49
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Articolo tratto da www.biancoscudati.net
"Chiusa la trattativa-farsa, per una cessione societaria che non c’è stata ed alla quale, probabilmente, il Presidente Cestaro non ha mai rivolto il pensiero con congnizione di causa, è il momento di tornare alla normalità.
La normalità di un Padova gestito nel silenzio, tra fastidioso assenteismo ed ancor più umiliante disorganizzazione, in un contesto aziendale (e sportivo) da far inorridire quanto ad improvvisazione.
Improvvisazione nella comunicazione, anzi tutto, perché chiarezza e trasparenza nell’ambiente calcistico biancoscudato, evidentemente non sono di casa da un bel po’. Non una dichiarazione, non una parola di rassicurazione sullo stato di una S.p.a. che per il sesto anno consecutivo si prepara a creare speranze (ovvero illudere) i propri tifosi. Non una voce, dal coro dei tanti, esperti oratori (?) del gruppo dirigente, in grado di spiegare quali stati d’animo abbiano contornato i convulsi giorni passati. Non una dichiarazione per portare una ventata di onestà (ed umiltà) nell’ambiente oramai deluso e costellato di sentimenti contrastanti, della tifoseria.
Quale tifoseria? Già, verrebbe pure da chiederselo, perché per chi “gestisce” (ci siano consentite le virgolette) il Padova oggi una tifoseria evidentemente non esiste più. Probabilmente non è mai esistita, tante sono le occasioni in cui la voce, le aspettative, la fiducia soprattutto, del tifoso patavino, sono state calpestate con noncuranza.
Ci ritroviamo, oggi, a dover attendere ancora, perché qualcuno si decida a parlare; possibilmente non per raccontare ancora barzellette, far credere che il Padova sia semplicemente una creatura sfortunata, che per cinque anni ha mancato l’accesso anche all’obiettivo minimo (i playoff). Nonostante tre direttori sportivi, sei allenatori, almeno una quarantina di calciatori dai nomi più o meno altisonanti transitati all’ombra del Santo, aggiungiamo noi.
Qualcosa non quadra, perché evidentemente la volontà per cercare di cambiare il vento, non c’è. Manca soprattutto a partire dal vertice, rappresentato da Marcello Cestaro. Un Presidente che, sia chiaro una volta in più, non ci siamo sentiti (e non ci sentiamo tutt’ora) di condannare per gli sforzi economici sostenuti e per la genuina passione dimostrata (tradotta tuttavia in testardaggine) nel voler portare in alto i colori del Padova Calcio.
Una volontà di cambiare che manca nel voler ostinatamente lasciare le cose così come stanno, senza affidarsi a persone competenti e preparate (un direttore generale formatosi nel calcio, tanto per cominciare), con un conseguente viavai di volti e personaggi che della disponibilità, soprattutto economica, del Presidente hanno saputo trarre profitto esclusivamente personale.
Legittime, allora, le proteste di chi, tra i supporters, si sente ferito e tradito da questa Società.
Perché così, la voglia di continuare a soffrire per questi colori, passa anche a chi continua a credere in un domani che sappia regalare qualche soddisfazione.
E’ forse chiedere troppo? La risposta la conosciamo: no, non è chiedere troppo. Tutt’altro, perché il Padova Calcio è dei Suoi tifosi, che questa di questa Serie C si sono stancati, così come si sono stancati delle sceneggiate al limite della decenza cui abbiamo assistito in questi anni."
Queste parole riassumono tutto, anni di delusioni, anni di false promesse, anni che non vogliamo più rivivere!
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