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Friday, June 06, 2008 - ore 10:39
31/05 - 01/06 : due giorni di curve. 3° parte
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Eccoci pronti per lultima parte del giro.
E qui arriva la prima nota negativa: purtroppo nelle zone di Bolzano e dintorni cè la brutta abitudine di non usare lenzuola e coperte per dormire ma bensì un unico piumino imbottito, risultato? se mi coprivo avevo caldo e se lo toglievo avevo freddo, avrò dormito si o no 2/3 ore. Comunque giro che mi rigiro arrivano le otto, la sera prima ci eravamo dati appuntamento alle 10 (gia colazionati) nel piazzale dellalbergo con Corrado che in auto ci avrebbe portato a casa sua dove hanno dormito le nostre moto (al sicuro dentro la sua officina); alla fine sono sceso alle 9 cosi mi sono fatto una bella colazione in tranquillità e in compagnia del Boss e di Andrea che avevano avuto la mia stessa idea. Appena scesi la prima cosa che abbiamo fatto indovivate quale? chiaramente guardare in alto ....... cielo limpido neanche lombra di una nuvola, si prospettava una giornata meravigliosa.
Certo laria era frizzantina, ma è normale in montagna nelle prime ore della mattina.
Facciamo tutti colazione e paghiamo, 35 euro a cranio, certo non sono pochi ma tutto sommato le stanze (doppie) sono grandi e pulite, vale i soldi spesi.
Alle 10 precise arriva la macchina e il primo gruppo (tra cui io) sale e viene portato dalle nostre amate moto; i ragazzi sono rimasti stupiti quando entrando nel piazzale dellofficina hanno trovato tutte le moto fuori parcheggiate ordinatamente una affianco allaltra con il proprio casco ben pulito sopra il proprio serbatoio. Io che conosco Corrado da diverso tempo lo sapevo già ma alcuni non erano mai venuti a farsi una due giorni in sua compagnia, e sono rimasti piacevolmente colpiti dalla cura con cui "accudisce" le moto. Perfino i caschi erano puliti, non dico altro, è un grande.
Visto che eravamo li ne approfittiamo per dare unocchiata alla sua collezione di moto depoca; quando ha alzato il telone e la coperta che le copriva siamo rimasti tutti a bocca aperta. Avrà si o non una decina di moto completamente restaurate e funzionanti di varie marche, cè nera una perfino del 35. Ha veramente un capitale. Una cosa mi ha colpito e fà rendere conto alla gente con quanta cura si prenda cura delle sue moto; per ognuna di esse vecchie o nuove che siano ha fatto i tappi in sughero o plastica su misura per gli scarichi in modo che non entri sporcizia, non ho parole.
Bene, dopo esserci asciugati le bave, anche perchè ci ha portato anche nel suo garage privato dove tiene nientepopodimenoche un 999 pronto pista, un 996 sps e un SL serie numerata ognuna con il suo telo copri moto e tappi sugli scarichi chiaramente, il paradiso dei Ducatisti praticamente

.
Arrivano le 11, è ora di partire altrimenti ci giochiamo tutta la gionata in chiacchere. Fà strada Corrado direzione Cles poi passo Carlo Magno; siamo tutti carichi e con tanta voglia di curve. Dopo qualche centinaio di metri ho già capito che andatura si sarebbe tunuta quel giorno; se il sabato siamo andati via allegri ma senza forzare troppo, la domenica sarebbe stata un gran premio di moto gp

Usciamo dal paese e iniziano le prime curve; tempo 30 secondi e Corrado e Cesco spariscono allorizzonte....... e chi sono io? Babbo Natale? e via giu secco con lacceleratore, con me cè il Castellano mentre stacchiamo di un pò gli ultimo tre. Cerco di forzare un pochino ma la borsa serbatoio e gli stivali che mi limitavano i movimenti non mi consentono di guidare come vorrei io, quindi dopo una decina di km devo mollare e rallento. Se non si è al 100% inutile rischiare per niente; quella sarebbe stata una giornata da mototurismo per me; fà niente ne ho approfittato per godermi il paesaggio, per altro meraviglioso e che non avevo mai visto.
La strada scorre sinuosa sotto le mie ruote, quasi non cè bisogno di frenare da quanto scorrevore è; fà caldo, si sta benissimo, cè pochissimo traffico. Abbiamo rischiato solamente una volta tutti quanti perchè in una galleria quasi senza illuminazione cera probabilmente uninfiltrazione dacqua quindi si era formata una "piscina" di 4/5 cm dacqua per quasi una ventina di metri; noi venivamo su piuttosto allegri e ci siamo trovati completamente spiazzati; quando siamo passati oltre allacquaplaning si è alzato un muro dacqua che ci ha lavato dalla testa ai piedi, fortuna che la giornata era calda e ci siamo asciugati sotto il sole in pochi km.
Cè la siamo vista molto brutta in quel occasione, tutti.
Proseguiamo e arriviamo al passo Carlo Magno, sosta di rito in cima per sgranchirsi le gambe, saranno state circa le 12; inizalmente avevamo pensato di pranzare lì ma purtroppo stranamente il ristorante era chiuso, peccato perchè era un conoscente di Corrado e a detta sua si sarebbe mangiato molto bene.
Qui tra una cicca e una chiaccherata, purtroppo arriva una brutta notizia; il telefono del Boss suona, è Matteo un ragazzo del Doc Venezia che purtroppo è appena caduto in moto sul Sella. Fortunatamente lui non si è fatto niente, però la sua 916 è distrutta, per colpa di una buca ha perso il controllo, risultato forcelle spezzate e probabilmente anche il telaio piegato; mi dispiace molto per lui, sò quanto ci teneva e soprattutto era il primo giro che faceva dopo averla ritirata dal meccanico perchè laveva risistemata tutta, veramente sfortunato.
Dopo un pò proseguiamo, vuoi per quello che era successo vuoi perchè cercavamo un posto dove pranzare ma soprattutto vedere la motogp ma landatura si era ridotta molto; con tutta calma scendiamo dal Carlo Magno e circa a metà strada troviamo una specie di baita tutta in legno dove si può mangiare, mandiamo in esplorazione prima il boss ..... dopo 1 minuto uscendo ci fà cenno "ok. cè la televisione"

quindi parcheggiamo.
Visto che era comunque presto ci facciamo riservare i tavoli vicino alla tv (per altro un bel 50 pollici al plasma) e ci spaparanziamo nel giardino adiacente con tanto di birretta ghiacciata in mano, via gli stivali, cerniera dei pantaloni della tuta aperta, via la maglietta .... insomma un gruppo di muratori albanesi sarebbero stati più eleganti di noi

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Comunque cazzeggiamo, mangiamo guardando la gara, abbiamo fatto cosi casino che gli altri clienti seduti vicino a noi si devono essere vergognati come cani, provate a immaginare 7 uomini che con la bocca piena e il bicchiere vuoto discutono animatamente dei due argomenti a loro preferiti: la moto e .............
Arriviamo al caffè, ammazza caffè, conto e via e ora di rimettersi in marcia; qui decidiamo il tragitto da fare, siamo tutto parecchio stanchi quindi optiamo per costeggiare il lago di Garda (lato Bresciano) fino a Salò, di li imboccare lautostrada verso Ve. Corrado ci accompagna per un pò, poi si gira e torna indietro, per lui scendere fino a Salò sarebbe una faticaccia inutile visto che poi dovrebbe rifarsela tutta per tornare a Merano, quindi appena scesi dai monti ci salutiamo.
Noi proseguiamo, direzione Brescia, poi lago di Ledro e infine Salò; purtroppo qui la strada era parecchio trafficata e pullulava di pattuglie. Vi risparmio il resto tanto lautostrada è di una noia mortale.
Arrivo a casa per le 19.00; pienamente soddisfatto. FINE.
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