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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

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Saturday, June 07, 2008 - ore 17:37


MIRENDOCONTOMOLTOINFRETTACHECISONOCOSEPERCUINONSERVELALICENZAMEDIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gli Offlaga ad avvelenarmi.
E qui che continua a piovere come in una canzone degli Smiths, suggeriscono dalla platea.
Ho dimenticato l’emicranea ed un Moment sul piattino di una tazza di caffè.
Bach oggi che ti massacra più del solito.
Andiamo a vedere le luci della centrale elettrica?
Io li capisco gli incubi dei pesci rossi.
Come la cameriera ieri sera. Quella che si aspettava di visionare i tuoi esami del sangue, emocromo e glicemia per accordarti una seconda bustina di zucchero. Che siamo scoppiati a ridere quando gliel’hai chiesta e non ha saputo trattenere un infastidito "Un’altra?".
Come back settembre.
Te lo ricordi? Fra un po’ ci toccherà andare a comprare le candeline, i cappellini, gli stuzzicadenti con le bandierine e la Fanta.
Per festeggiare.
Non noi, ma questo anno di pioggia, del bene che ci siamo fatti, di dissapore, il pane ai semi di papavero a Stoccolma, il vino sui colli, Ginevra cattiva, i treni che mi portavano a te, le fatine lanciate dai finestrini, i divani rossi,quello strano modo di sederci a gambe incrociate e capirci.
Il tuo modo nuovo di vivermi, ieri. Che tanto alla festa studentesca in piscina, non ti ci porto. Non abbiamo più l’età, ma non siamo nemmeno di Ferrara, capisci?
E allora te lo chiedo di nuovo.
Andiamo a vedere le luci della centrale elettrica?
Una notte. Quando ogni cosa sarà illuminata. E porteremo anche la cameriera di ieri sera, per brindare senza coloranti e zuccheri aggiunti a questi giorni che non ci fanno troppo bene.
Ma neanche. Male.
Come cioccolato iacp.




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