
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Monday, June 09, 2008 - ore 08:45
com’è simpatica questa domenica così complicata
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non è che adesso io mi vanti della mia raggiunta demenza, è che sono recidiva.
Correva l’anno 2004, ebbene sì. Facevo la doccia tronfia e baldanzosa come solo io so essere, e che vuoi che sia. Già, solo che la mia noncuranza e la mia disattenzione hanno fatto sì che mi entrasse quel che si dice una ravanata di sapone negli occhi: ebete io che volevo fare lo
scrub e togliere le impurità dal viso e mi sono strofinata la spugna con troppa forza. Le palpebre hanno subito un rapido movimento, e tutto il sapone che gonfiava la mia spugna si è collocato all’interno dei miei bulbi oculari.
Ed ecco: sono rimasta cieca per 5 minuti buoni. Non ci vedevo niente, nebbia. Ed ero sotto la doccia, piena di freddo, non sapevo cosa fare, passavo acqua tiepida ma oltre quello niente. Ricordo che non sono neanche riuscita a mettere il collirio perché proprio non mi si aprivano gli occhi. Angosciante. Ero pure andata a studiare quel pomeriggio, subito dopo, ma bruciava da morire. E quel che è peggio, ogni 10 minuti mi toccava andare in bagno perché mi si annebbiava la vista e dai bordi dell’occhio si staccava una pellicola appiccicosa, tipo una colla chiara, una specie di gomma, un elastico, una cosa schifosa. Una specie di
erogatore di sapone liquido ambulante e sproloquiante. Mi dicevano Se piangi fai schiuma. Mi usciva bel bello del sapone dagli occhi.
Oggi torno sull’argomento perché mi piacciono i corsi e ricorsi storici (a tal proposito
“A passo di gambero”, Umberto Eco, Bompiani 2006). Dicevo, mi facevo la doccia ieri mattina, tronfia e baldanzosa come solo io so essere. Dagli errori si impara a non farli di nuovo.
Ma non a non farne altri sempre diversi.

Per cui, mentre con la gioia nel cuore mi insaponavo e mi profumavo, mi sono passata la spugna in faccia. Con gli occhi stretti stretti, che non si sa mai mi ritrasformi di nuovo in un erogatore di sapone liquido come qualche anno fa, pensavo.
E l’ho inalato, l’ho inspirato. Non sono riuscita a coordinare i movimenti delle mani e la respirazione (per la stessa ragione per cui l’altro giorno sono entrata in doccia con gli occhiali, si chiama stress). Morale della favola, invece che dagli occhi per dieci minuti buoni mi colava bagnoschiuma
More e Muschio dal naso.
Detto questo, ciao. Quante cose da raccontare in così poco tempo. Mi tocca addirittura censire tutte le mie simpatie e scegliere solo quelle più insulse e paradossali. Per tenere alto il livello del blog, s’intende. Ho degli standard che non vanno delusi.
E giusto per lamentarmi, cosa che mi riesce benissimo in questo periodo, sono stressata. E l’altro giorno sono entrata in doccia con gli occhiali, e ho messo il deodorante crema sullo spazzolino, e mi sono messa una maglia al contrario.
Forse dovrei iniziare a rilassarmi un po’.
Vasco Rossi - Dillo alla luna
guardami quando mi parli
guardami quando mi parli
guardami quando mi parli
guarda se è vero
guardami quando mi parli
guarda se tremo
smettila di parlare
guardando il muro
e se qualcosa mi devi dire
dimmelo duro
guardala in faccia la realtà
e quando è dura
sarà sfortuna
sfortuna
guardala in faccia la realtà
è più sicura
guardala in faccia la realtà
è meno dura
se c’è qualcosa
che non ti va dillo alla luna
può darsi che porti fortuna
dillo alla luna
guardami in faccia
quando mi parli se sei sincera
se non mi guardi quando mi parli
non sei sicura
la voglio in faccia la verità
e se sarà dura
la chiamerò sfortuna
maledetta sfortuna
se c’è qualcosa che non ti va
dillo alla luna
può darsi che porti fortuna
dillo alla luna
la voglio in faccia la verità
e se sarà dura
la chiamerò sfortuna
maledetta sfortuna
maledetta sfortuna
maledetta sfortuna
maledetta sfortuna
maledetta maledetta maledetta sfortuna
maledetta sfortunaPs - Ero indecisa con Domenica Lunatica, che era la mia prima scelta e che poi è finita a fare da titolo. E la mia domenica lunatica è finita lì perchè la cantava Fede l’altro giorno al lavoro, e non la cantavo da un sacco di tempo, e lui cantava, e io non vedevo l’ora di scriverla.
E Dillo alla luna la canto io qui, perchè Vasco la grida, e non c’è miglior modo di iniziare un lunedì.
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