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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
lunedì 9 giugno 2008 - ore 23:42 NON SI MUORE TUTTE LE MATTINE "Le femmine vengono prese dalla tristezza, una tristezza primordiale, ogni mese, tutti i mesi, quando falliscono la riproduzione. La vita gliel’ha messa in corpo, e la devono portare a frutto, altrimenti piangono, senza sapere perchè." Non so perchè a rileggerti a pagina sette, mi torna in mente Muccino. Sarà la tristezza per quella riproduzione purtroppo andata in porto. Sarà per la Mezzogiorno incinta ed Accorsi in quello stralcio di film pseudo mieloso, pseudo irreale- appena rivisto. (Attori ridotti a simulare attacchi di panico continuo ed iperventilazione, al posto di recitare.) Che come in tutte le cose mi dico...smetto. E poi finisci a bruciarti le sere a rileggere Anne Sexton tutto d’un fiato o ad accarezzare le vene parlandoti d’amore e di metadone. Egli docet. Un po’ ho invidia di quello che mi succede intorno. Anche ieri sera, quando mi hai scritto che c’è una persona nuova nella tua vita e la Senna ed il Piovego, ed il mar Mediterraneo intero, mi sono andati tutto d’un tratto di traverso. Ieri sera che hai scritto "siamo amici, no?". Che ogni volta mi perdo in qualche frammento spazio-temporale mal digerito. La prima volta che mi hai guardato negli occhi. La seconda che mi hai chiamato con una C di meno. La terza che mi hai stretto per dirmi addio. Quante volte ci siamo detti addio? Continuerò a dirti addio, e lo sai, per molto tempo. Fra le braccia di un altro. In un tram di notte. A piegare una kefiah. Nello scegliere un profumo. Quando gli anni non li conterò sulla mano. Al prossimo “intendelo mas tarde o envie un sms que el destinatario recibirà en cuanto estè disponible” o come diceva la solita voce. (Ma quante lingue sa, la donna del telefono?). In tutti quelli che verranno e che amerò solo se saranno diversi da te. Senza la tua crudeltà. Senza i tuoi primi piani. Senza Parigi, Bertolucci, Marlon Brando o Alain Delon. (E allora piango. Che a controllare sul calendario è solo l’inizio dell’ovulazione. Il mio profilo slavato da Jodie, quando di notte non è più solo bianco e nero). LEGGI I COMMENTI (10) PERMALINK |
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