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Tuesday, June 10, 2008 - ore 09:19
Fuori dall’eternità in 15 minuti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sparare proiettili di gomma contro un tram dal balcone di casa. Prendere a schiaffi l’insegnante di liceo. Fare corsi folli in autostrada. Stendersi sotto un treno in corsa. Distruggere un edificio pubblico a suon di mazzate. Sempre ovviamente armati di videofonino. Queste sono solo alcune delle imprese che giovani di varia natura e intelligenza hanno messo in atto negli scorsi giorni per vedersi popolari nel web. Nell’arco di tre generazioni, la fame per la fama – che prima ancora forse non c’era – si è sviluppata a dissolvenza incrociata. I nostri nonni tutt’al più potevano sognare di diventare star del cinema; un mondo magico e lontano, dove era difficilissimo entrare ma, una volta dentro, la gloria – almeno per qualche anno - era assicurata. I nostri genitori forse hanno sognato la televisione, i quiz a premi, i primi talk show; luoghi più accessibili del cinema ma dalla visibilità decisamente più passeggera: appena quel giorno sulle tv nazionali e poi qualche settimana di popolarità al ritorno al proprio paesello. Oggi i più giovani per scalare la ribalta sognano YouTube, dove per entrarci non ci vuole niente ma farsi davvero notare nel mare magnum degli aspiranti starlette alla caccia dei loro “15 minuti di gloria” è un’impresa. La cresta dell’onda si assottiglia e così, essendo da sempre il talento quella che gli economisti chiamerebbero una “risorsa scarsa”, molti per raggiungere l’obiettivo della visibilità deviano sulla volgarità e sulla violenza.
Ma non è nemmeno la prospettiva di dovere in futuro salire sul tram con l’elmetto per evitare le pistolettate dei giovani “morti di fama” la preoccupazione peggiore. Lo è invece il fatto è che nello spazio di cinquant’anni i sogni di gloria degli imberbi italiani siano passati dal diventare scrittori, studiosi, musicisti, attori di fama mondiale a vandali il cui unico scopo utile è dimostrare quanto spettacolarmente effimera sia la popolarità. Appunto: popolarità, non gloria. Probabilmente, ai nostri sedicenni di diventare i nuovi Pasolini, Warhol, Al Pacino non gliene frega niente; questa è la parte peggiore. Sono idee che sferragliano via sopra la loro testa alla velocità del treno in corsa sotto cui si stendono con un telefonino alla ricerca del loro attimo di celebrità.
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Leonida, 23 anni
spritzino di Caldogno (Vi)
CHE FACCIO? Studente, aspirante giornalista, cantante
Sono sistemato
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