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Thursday, June 12, 2008 - ore 12:01
Il cuore di un bambino
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Con giornate come questa, quando i pensieri mi riempiono la testa, e non vogliono trovare la via d’uscita, quando il viso fatica a sorridere, quando le parole si incastrano fra i denti,
cresce la voglia bloccare le mie scarpe al pedale, riempire la boraccia con un poca di acqua zucchero sale e limone e correre via, in viaggio su due ruote, tra le mie terre, nella mia natura, scappare dalla mia vita, correre verso una meta una volta tanto,piacevolmente conosciuta.
Faticare,sudare, piangere, sorridere,cantare, bloccarsi e poi ripartire.
Liberar la testa per qualche ora, per molti km pensare da solo.
Sognare.
(dalla prefazione de "il diario del gregario" di Pastonesi Marco")
"Prendete una classifica e giratela a testa in giù: finalmente gli ultimi sono i primi, i protagonisti, i mattatori. Tre gregari raccontano il Giro d’Italia dal loro punto di vista: la pancia del gruppo. Dove la corsa è fatta di borracce, spinte, cartelli, striscioni, buche e buchi, elastici e ventagli, cotte e fughe dalla parte sbagliata. Cioè di dietro. E dove si lotta sempre contro il cronometro, ma per il fuori tempo massimo."
Sognare d’essere capitano, ma ritrovarsi gregario, poco importa, una vita a far decidere gli altri per te, ma poi a recuperare le loro decisioni, sempre con la voglia di fare, e con la voglia di
Sognare.
(Tetes de Bois)
E penso a te che sei in cima alla salita
E già respiri la libertà
Della discesa
E io che ho fatto la tua stessa fatica
Arriverò tra un’ora
Con la tua gomma bucata
A mio padre dirò
Che l’ho fatto per onore
Alla mia donna dirò
Che l’ho fatto per dovere
Alla radio, alla tv,
che l’ho fatto per la squadra
Alla mia bici dirò
che l’ho fatto per amore
E penso a te che sei in cima alla salita
E già respiri la libertà
Della discesa
Correvamo verso il fiume
Con l’aria nei polmoni
E sotto due maglioni
Il cuore di in bambino
Sprintavamo come pazzi
Sulle strisce pedonali
Volate sull’asfalto
Con le ruote con le ali
Ho accompagnato il padre di un mio amico
Alla curva
Pioveva
Ci è voluto andare in bici
Tremava
Mi ha abbracciato dalla sella
Piangevo, piangeva
Poi mi ha detto, stretto al petto
Continua,
Continua, continua
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