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daisychain, 23 anni spritzina di TV CHE FACCIO? * Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * STO ASCOLTANDO ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... ![]() STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) ...tutti quelli che scrivono kon TT le abbreviazioni nel testo tipo sms ke nn si capisce 1 accidente di kuello ke vogliono dire... 2) essere tradita dalla persona a cui piu\' tenevi,sentirti usata e poi derisa alle spalle... 3) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno MERAVIGLIE 1) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto.. 2) svegliarsi accanto alla persona che si ama 3) il sesso BLOG che SEGUO: (In ordine cronologico): Mist Magicpie Departure Stoneroses Ash2ashes ^Alycia^ Phelt Tommyboy Madeinpop Noel Markodude Pennylane* Alex1980PD Molectra Daunt Lucadido Frank_XY Whiskey13 Vitto Nico Fcuk Pogues! Karen Fairy* Peppermint Ilcappio Detta Momo Tarzi Ecce_ Sabry8 Ramones.77 Eimar Gigio9 Gamera Comet MALASANGRE Israfel Mrsick MANUger Thonk Cattyjap Soundpark Kais Lercio Mortiis Juliee Zoso83 Darrell Likeamorgue Scheggia Pol-Fujico Jighen *hide* 1984 Famsincera Sporzia Squalonoir Companera M.organ Demian Violante DrBenWay Siriasun Misia SexToy Post-Punk Rimini MagicThing Dramaqueen BOOKMARKS LEONIDA (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) UTENTI ONLINE: |
Friday, June 13, 2008 - ore 00:41 Fine di un capitolo, credo Mi sono svegliata poco fa, non avendo ancora la chiara cognizione del tempo, pensando fosse domani con il sole fuori, e invece no, fuori è buio pesto. Siamo ancora oggi. Riscopri quanto sia bello dormire nel tuo letto, nella tua stanza grande, nelle tue familiarità. Mi porta ad apprezzare il profumo delle lenzuola, il piacere dell’abbandono in qualcosa di bellissimo. In quel divano letto abbiamo dormito poco e male, con la luce violenta proveniente dalle persiane lasciate aperte e un caldo insopportabile, in quell’appartamento veneziano. Così piccolo da farmi venire la claustrofobia, io abituata alla country più sconfinata, con il mio cane e con i miei gatti, con il verde sempre fuori. Abituata ai grandi spazi, istintivamente. Mi ero svegliata poco ore dopo, senza essermi riposata realmente, con una sensazione di vomito, frastornata da tutte quelle cose che mi circondavano, e che facevano parte dell’arredamento. Ieri notte, passata a San Marco, in un’inconsueta piazza deserta, adornata da un’illuminazione strepitosa, con il rumore del mare nel buio. Una scena magnifica per concludere la serata, per concludere questi tre anni di accademia, passati troppo in fretta e con poca consapevolezza. Venezia, che sfoggia con una certa incuranza le sue bellezze, e che si tendono a dare per scontate, da quante volte le hai viste. Di solito non partecipo alle cene di classe, almeno queste dell’università, ma ieri ho deciso che ne valeva la pena, che dopotutto mi sarei anche divertita. Siamo stati in un ristornate sardo, dove mi ritrovavo sempre con il bicchiere pieno di vino, nonostante il mio volere. Quelle cose piacevoli, ma sa sai che ti faranno male. Di solito ne abusi sempre. La pioggia ce la siamo presa tutta durante il tragitto per Rialto.. Venezia che ancora una volta si rende odiosa. Io la odio per una serie di cose, tra cui questa. Al bar mi prendo un mojito, consapevole delle gambe che mi trovo tranciate per effetto del vino. Mi ritrovo abbastanza tranquilla comunque, come umore. Conosco persone simpatiche, purtroppo ormai a fine corso, proprio quando il bello stava per iniziare. Il professore viene lì e fa battute sconce. Nel suo completo panna, nella sua eleganza ostentata, sento quasi di compatirlo, vedendolo come persona squallida e mediocre. Ho cercato di evitarlo tutta la serata, come del resto ho fatto per tutto l’anno (...). In borsa mi ritrovo con due bicchieri di mojito. Il bar aveva già chiuso. Mi sentivo stanca. Il freddo si insinuava dentro la giacca, mi ero quasi assuefatta. Mi sentivo anche triste, paradossalmente. Forse per la mancanza di qualcuno. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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