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Friday, June 13, 2008 - ore 10:00
decisamente ALL BLACK
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il nero è la negazione del colore. Rappresenta il limite assoluto oltre il quale non c’è più nulla. E il "no", in opposizione al "sì" del bianco. Il bianco è la pagina vergine sulla quale si può ancora scrivere la storia, il nero è la conclusione definitiva. Il nero ed il bianco sono i due estremi, l’alfa e l’omega, l’inizio e la fine. Nel Test dei Colori, quello che si avvicina più al bianco è il giallo vivo: la scelta del nero e del giallo indica perciò un atteggiamento estremista. Il nero, la negazione, rappresenta la rinuncia, la capitolazione completa o l’abbandono, ed influenza fortemente la scelta degli altri colori, rifondandone il carattere. Chi sceglie il nero rinuncia a tutto e protesta energicamente contro una situazione che non è come egli vorrebbe che fosse. Si ribella alla sorte, rischiando di agire in un modo precipitoso ed irrazionale.
· Il nero colore e simbolo del principio
Per tutti i popoli l’immagine della Genesi è sempre stata associata a quella di ’Caos’, senza luce, solo vuoto e tenebre; di conseguenza il nero è stato definito come colore della sintesi universale, dell’assenza e della presenza di ogni cosa, del mistero e dell’ignoto...(visione e teoria dell’Uovo Cosmico: massa concentrata di potenzialità di creazione)..."nero come colore matrice, utero gestazionale da cui nacquero o mondi"(e qui abbiamo numerosi esempi di racconti mitologici dove grotte e nascondigli sono luoghi in cui si comunica con gli dèi).
· Il nero simbolo di fecondità
L’immagine del nero aggiunta a quella dell’acqua si collega direttamente a quella di carica fecondativa, creativa, generatrice dell’Oceano Primitivo, con insita intelligenza della costruzione.
Allo stesso modo la terra è simbolo matrice dell’esistenza terrestre ed umana (in Egitto Osiride ed in genere la figura maschile sono neri, simboli di fecondità, legati allo straripamento del Nilo e alle proprietà del limo).
· Il nero simbolo di regressione e morte
Così come per ’venire alla luce’ si intende l’abbandono dello stato oscuro, così ’spegnersi alla luce’ significa la morte… comunque sia insomma il nero è l’ambiguità dell’esistenza umana sospesa tra l’esistenza ed il nulla. Per gli Egizi negli Inferi l’anima si rigenera prima di reincarnarsi, mentre per le altre civiltà, Ebraici, Romani, Greci e i popoli della Mesopotamia, essi sono un luogo senza ritorno, dove anche le divinità possono cadere, a prova del fatto che anch’esse possono estinguersi.
· Il nero nel lutto
In segno di lutto in tutte le civiltà il manto nero è indossato a tale scopo, aggiunto al sacrificio di animali dal pelo nero per i riti funerari dedicati agli eroi (Greci).
· Il nero simbolo del male
E’ sempre stato un colore ambiguo, oscuro, con racchiuse un sé le potenzialità del bene e del male, collegato agli aspetti notturni della psiche, dove l’anima muta forma, dove la malvagità ha la meglio e si manifesta sottoforma di animali selvatici, come il cinghiale o il serpente. In Mesopotamia ed in Grecia il male è femmina, per cui le divinità (femminili) degli inferi sono oltremodo informi, con sembianze metà uomo-metà bestia, oppure animale-tempesta...per cui un colore di aggressione, paura, distruzione, svuotato di luce.
· Il nero simbolo di rigenerazione
Se si analizzano le visioni di diverse civiltà ci si rende conto che durante il percorso della vita, la morte è il passaggio obbligato per la resurrezione nella vita eterna, nella successione Nero-Luce-Colori. Esempi ce ne sono in abbondanza: Osiride (dio egiziano) e Dionisio (dio greco) sono simbolo di potenzialità di rigenerazione; Ulisse, Eracle (eroi greci) e Giona (per gli Ebrei) hanno dovuto operare una regressione nel nero per poter tornare carichi di virtù sovrumane. Quindi così come gli dèi e gli eroi, anche i fedeli cercano e sperano di ripetere tale percorso, ad imitazione di quello divino.
Nella cosmologia questo eterno divenire è stato associato alla vita della galassia, al suo continuo pulsare.
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