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Ho appena divorato Middlesex...

ora come ora riviste varie, rileggo un po’di Calvino e Pennac.
Ho sul comodino libri sul design automobilistico, fotografia e "Storia della Morte in Occidente", che forse non finirò mai.
Nel frattempo compro libri nuovi e li impilo.
E sto ore in libreria ad immaginare le mie storie, sulle altrui copertine...

HO VISTO

Lacrime nella pioggia







STO ASCOLTANDO


PAZZA
PAZZA
PAZZA
SULLA TERRAZZA
(sic)


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Nero

ORA VORREI TANTO...

...

STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...

Non


so


come


stare


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Saturday, June 14, 2008 - ore 13:27


A Wonderful Summer...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


...on a Solitary Beach 2

puntate precedenti

CAYO LARGO 2008,
scena seconda.


Si arriva al tramonto giusto in tempo per verificare di persona la borotalcità della sabbia, stesa dalle onde lunghe, che all’imbrunire riflette l’arancione dei raggi...

Calcolando il fuso son le tre di notte, si va a cena.
Abbuffet. Nel senso che le latine genti (c’era pure qualche francese, ma anche argentini) si sono avventate senza la minima creanza sui vassoi di cibo, per altro a prima vista elaborato ma in realtà dozzinale.
Condizioni igieniche, qualità delle materie prime, fattura delle preparazioni erano preoccupanti...
Ma imparerò quasi subito cosa scegliere, godendomi la cucina cubana, più povera dei piatti pseudo occidentali su cui si avvinghiavano le forche della massa, ma molto gustosa e appagante anche per il sottosctitto.
Più che discreta pure la birra Bucanero...

Dopo una prima cena non proprio entusiasmante faccio invece la scoperta che darà alla vacanza tutta un’altra piega.
Ebbene, da catalogo le bevande non erano incluse nel pacchetto.
E invece...
No, dico, a Cuba e free drink 24 ore su 24.
In otto giorni ho bevuto di gran lunga molto più mojito che acqua...
Per tacere di daiquiri, caipirinha, cubalibre, tequila varie, bloody mary...
Ma ovviamente i migliori cocktails erano quelli a base di rum.

Raggiungo a stento la camera e la tenebra m’avvolge.



Jetlag, quindi alle sette in punto si è in piedi.
E si iniziano a misurare il resort e la spiaggia con i propri passi, per dare una prima taratura a quello che si era letto in precedenza sul posto.
Colazione di frutta eccellente, mentre la mandria si fionda su croissants surgelati.
L’agente della Eden, come speravo poi sfuggente per tutto il resto del soggiorno, riunisce noi dell’ultima infornata arrivata per un po’di info, che chiunque avesse affrontato il viaggio con un minimo di coscienza avrebbe dovuto sapere. D’altra parte quando mai l’italiano medio si prende la briga farlo?
Sono lievemente scombussolato: il mio corpo è ancora settato per l’inverno padano.
Con il ciglio aggrottato prendo e comincio ad esplorare la spiaggia.
Si fanno due passi, si superano un paio di rocce troppo impervie per il turista tipo, e in cinque minuti mi ritrovo cinquecento metri di bianco e turchese solo per me. E un paio di iguane.
Quello che cercavo...

Eppure qualcosa non va: fa caldo, il sole picchia come un fabbro, il mare è mosso: non si può fare snorkeling.
Panico da attesa disillusa.
Sono perplesso e non di ottimo umore.
Non ho neppure voglia di tuffarmi nelle onde.
Mi dico che, diamine, son venuto qui apposta...
Tocco l’acqua freschissima e in un istante il cetaceo che ero stato nella mia vita precedente si spande per le arterie e riprende possesso delle mie membra: rimango ore a saltare da solo in mezzo alla spuma, beandomi del violento cristallo che mi si frange fluido sulla, invero possente, schiena.

Con un sorriso inebetito si torna per il rancio al capanno sugli scogli: una specie di aquila ai ferri più gustosa del previsto, con i raggi a picco che danno un nerbo blu più intenso al Mar del Caribe.
Riso, pollo, fagioli e frutta saranno ottimi per tutto il soggiorno: chi poi tornerà a casa lamentandosi della pasta scotta è un emerito imbecille.

Durante il pranzo mi sento osservato: la fanciulla solitaria mi fissa fingendo di non farlo.
La fulmino dispettoso con occhio inquisitore, lei imbarazzata rituffa lo sguardo sul piatto.
Eravamo credo gli unici due singles sull’isola.
Mi metto nei panni di un profiler dell’ Effebiài, 25-30 anni, magra e muscolosa, capelli corti, tatuaggi sguardo vispo ma duro... fanciulla ai Caraibi da sola per fuggire da una delusione amorosa: ci potevo mettere la mano sul fuoco.
Mi chiedo cosa avrà mai pensato lei sulle reali intenzioni del mio viaggio.
Credo si stia ancora chiedendo perchè non sia mai andato oltre la manierata cortesia nel ricambiare i suoi sorrisi nei giorni a seguire, quando -diamine- ci si sarebbe aspettato fossi lì apposta per...
Ma mi ero imposto di seguire per quanto possibile l’imperativo d’assioma di cui all’incipit.
E, checché se ne dica, sono un bravo ragazzo.
O uno sfigato, a seconda delle prospettive...


Cubalibre, piscina, mojito, due passi e di nuovo in acqua da solo nella spuma fino al tramonto.

A dirla tutta qualcuno più intraprendente era venuto ad inquinare la mia solitudine, ma lo faceva da distante e in modo fugace.
Un paio di sagome però si sono avvicinate parecchio.
Due sagome nude.
Ora, dato che vado in vacanza in Croazia da una vita, la cosa non mi ha turbato particolarmente, il fatto che fosse una coppia di due uomini, date le mie ampie vedute, neppure.
Li vedo confabulare in lontananza, mi squadrano.
"Ciccini -penso- questa è la MIA spiaggia: prego accomodatevi altrove se volete star soli, io non mi scrosto di sicuro."
Confabulano e uno se ne va.
Ora ampie vedute sì, ma quando mi son visto il secondo dei due avvicinarsi ammiccante con una vistosa erezione...
beh dall’espressione di terrore e dalla velocita con cui se l’è data a gambe, credo di essermi prodotto in un’espressione facciale condensato di rabbia, violenza e disprezzo, veramente terrificante...
Perchè se per un verso ilo mio cervello non ha troppi pregiudizi, le mie nobili chiappe ne hanno eccome.
Ci si rituffa tra le onde come un tricheco solingo fino al crepuscolo.
Daiquiri, piscina sotto le stelle, mojito, doccia, pisolino, cena alle 10, rum anejo bevuto in riva, poi nanna.
Tornando alla stanza (dove scoprirò gli asciugamani nuovi intrecciati a guisa di cigni) passo distratto a vedere lo spettacolino danzante degli animatori cubani.
Una coppia sulla quarantina guarda attonita. Il marito commenta: "i miei 15 anni di corso di salsa... posso buttarli nel cesso...".
Nanna.



. . .




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