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Saturday, June 14, 2008 - ore 22:16
L’amore
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vedi alla voce amore.
Nel significato che la giovinezza attribuisce spesso a quest’espressione: noi due accanto, tu iscritta sul mio braccio, tu parte del mio corpo, tu, frammento di me da qui all’eternità. cioè sino ai primi dieci anni, venti : un tempo infinito rispetto a quelli d’oggi, dove il prima un istante dopo non esiste più e dopo un altro istante anche il presente è scivolato via nel nulla.
Il tempo reale, coscente, è divenuto simile a quello dell’inconscio: di fatto non più tempo, ma sovrapposizione senza confini di ciò che è accaduto e accadrà. Tutto se sta sullo stesso piano e gli avvenimenti, privati di successione entro le coordinate dello spazio e del tempo, non possono essere sedimentati nè percepiti entro una sequenza , che consente agli istinti d’essere metabolizzati. Agli impulsi di essere governati. Al dolore, alla sofferenza, alla sconfitta, all’abbandono, d’essere riconosciuti, chiamati col loro nome, detestati, pianti, rimpianti. Infine, superati.
Perchè è scritto nel dna dell’essere umano, nell’istinto di conservazione della specie, che qualunque perdita può e deve - dopo un periodo di lutto- essere elaborata e trasformata nel recupero d’un nuovo "essere insieme". D’un altro amarsi. La morte, che sta entro la vita, chiede solo di essere rimpiazzata da nuova vita.
Ma è necessario attendere.
E’ d’obbligo soffrire e un pò morire se l’amore se ne va e con esso - a te pare- una parte del tuo corpo. Un framento di te.
Bisogna che l’uno abbia riconosciuto allaltro la liberta dei suoi pensieri e dei suoi comportamenti, anche se questi ultimi possono divergere sino ad entrare in conflitto con i propri. E’ duro ammetterlo, ma è così. Solo a questo patto l’amore è tale e si distinque da possesso. Solo su queste premesse è autentico e maturo.
Non c’è amore senza libetà, non c’è amore senza il rischio d’una sconfitta, d’un abbandono.
Commenti triti e ritriti, sgomento e incredulità, con cui il mondo circostante si prova ad esorcizzare la morte interiore, la violenza che tutti ci abita.
No, non possiamo andare alla voce amore...
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