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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
CHE FACCIO? Azzeccagarbugli
Sono sistemato
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STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Monday, June 16, 2008 - ore 21:14
SII PRIMA D’OGNI ADDIO... E’ COMINCIATO...
(categoria: " Riflessioni ")

E’ cominciato. Non sono un funambolo: vivere sull’orlo del baratro, sempre in procinto di cadere, non fa per me. Devo recuperare l’equilibrio: il mio corpo e la mia psiche devono ritrovare armonia. Il mio orologio deve smettere di girare come impazzito, senza considerare passato e futuro.
L’inizio... recuperare i miei spazi, riprendermi piccoli e quasi insignificanti pezzi di vita, frammenti e schegge, che si sono persi o sono stati accantonati durante il tragitto... Poi, subito di seguito, cominciare ad approfondire: i problemi, le relazioni, gli interessi, i doveri ed i piaceri... Accettarmi, stimarmi, ammettere i miei errori e correggerli... così da trovare un modo nuovo, giusto e vero per andare avanti...
Sii prima d’ogni addio, come fosse già dietro
di te, come l’inverno, che già ora finisce.
Ma tra gli inverni c’è un inverno tanto infinito,
che a svernarlo il tuo cuore a tutto sopravvive.
Sii sempre morto in Euridice -, innalzati cantando,
e, celebrando, innalzati di nuovo al rapporto puro.
Qui, tra coloro che passano, sii, nel regno del declino,
un cristallo che suona, e che nel suono già s’infranse.
Sii – e sappi anche la condizione del Non Essere,
interminato fondamento della tua interna oscillazione,
che tu questa volta almeno la porti a vero compimento.
Alle già adusate, e opache e mute risorse
della colma natura, alle somme indicibili
annovera te pure giubilando e azzera il conto.
[R. M. Rilke, I sonetti a Orfeo, 2, XIII]
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