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Friday, June 20, 2008 - ore 09:26



(categoria: " Vita Quotidiana ")





reggio calabria



Prodotti Tipici

Gli aromi, la pasta fatta in casa, le conserve, i formaggi, le olive, il pane di grano, il peperoncino, la d’Nduja, il capicoddhu (o Capeccuallu), la pancetta, il pecorino, i pomodori secchi, le crispelle, la pizza alla reggina, i panzarotti, u’ viscottu a ’capunata (Biscotto di grano "a caponata"), u soffrittu (Soffritto), le Zippuli, i mulingiàni a’ parmigiana, le polpette di melanzane, le melanzane ripiene, i pìpi chìni (Peperoni ripieni), la peperonata a base di ortaggi, il màccu (Macco) la purea di fave bollite. Sono queste e tante altre ancora le pietanze tipiche calabresi che abbondano sulla tavola dei reggini che hanno saputo conservare e proteggere le tradizioni culinarie

I prodotti tipici della tavola reggina



Il Bergamotto - Conosciuto come “l’oro verde” della costa reggina, il bergamotto è il profumatissimo agrume impiegato tradizionalmente in profumeria ed in farmaceutica. È un prodotto del tutto esclusivo: cresce solo in un breve tratto della provincia di Reggio Calabria, che vanta condizioni climatiche particolarmente favorevoli alla coltivazione degli agrumi. È incredibile come lo sfruttamento di questa risorsa scopra, di continuo, nuovi ed originali impieghi. Negli ultimi anni è letteralmente esploso l’utilizzo nel settore dolciario.
Sorbetti, gelati, paste e liquori, caramelle e confetture: il sapore dolce-amaro dell’agrume del sud è diventato il simbolo della città, al punto da meritare il marchio che ne garantisce il rispetto delle tradizioni di produzione e l’identificazione del prodotto originale. È d’obbligo quindi visitare il Museo del Bergamotto, la Stazione Sperimentale per le Industrie delle Essenze e dei derivati dagli Agrumi.

L’olio calabrese: qualità e tradizione. Leggero, fruttato, smeraldino: l’olio calabrese rimane il “Re” della cucina mediterranea. La fascia tirrenica della provincia reggina, ed in particolare la Piana di Gioia Tauro, è il cuore della produzione olearia e si caratterizza per i fitti boschi di ulivi che tingono la costa di verde. La coltivazione dell’olivo in Calabria risale all’epoca greca e mantiene ancora oggi tecniche di lavorazione utilizzate addirittura dai Romani. Il segreto della trasparenza e della genuinità dell’olio calabrese risiede proprio nella lavorazione artigianale: la raccolta delle olive è affidata alle donne, come vuole l’antica tradizione, e avviene ancora manualmente.I frutti maturi vengono poi spremuti a freddo nei torchi, senza ulteriori trattamenti. Fino a qualche decennio fa, l’olio veniva conservato in particolari giare di terracotta, che contribuivano a mantenere inalterati, nel tempo, i profumi ed il colore solare dell’olio di Calabria.

Una “dolcissima” tradizione....Miele, mandorle, fichi secchi, agrumi: sono alcuni degli ingredienti che danno colore e profumo allavasta gamma di dolci che imbandiscono le tavole calabresi.
La “nzuddha” rimane il simbolo di questa antichissima tradizione: miele caramellato, farina e fichi secchi prendono le forme più curiose e simpatiche per essere venduti sui colorati banconi dei venditori ambulanti, spesso dentro caratteristiche cassapanche.
È questo il dolce tipico delle feste di paese, delle fiere e delle sagre. In Calabria ogni ricorrenza religiosa ha il suo dolce, lavorato seguendo le ricette tradizionali, capaci di conservare il sapore antico di un tempo: a Natale si gustano i “petrali”, dolcetti ripieni di fichi secchi, noci e canditi, e decorati con cioccolato e zucchero; a Pasqua si delizia il palato con la “pastiera”, una crostata farcita di una speciale crema di ricotta, grano, mandorle e bucce di agrumi candite.
Altro dolce tipicamente pasquale è il “cuddhuraci”, decorato con uova sode: le forme sono varie, ma le più usate sono il paniere e la colomba. Un tempo la massaia usava fare un cuddhuraci particolare per la nuora o il genero, generalmente a forma di cuore e con un gran numero di uova, sinonimo di abbondanza, purché dispari per questioni di superstizione.
Anche il carnevale ha il suo dolce speciale, particolarmente amato dai bambini: è la “pignolata”, polpettine di pasta dolce, fritte in olio d’oliva e unite tra di loro dal miele.


Il Peperoncino calabrese è una specialità della cucina tipica calabrese, dal sapore piccante e dal forte aroma. Nella cucina calabrese è raro trovare un piatto, fresco o conservato, in cui non appaia, il peperoncino fresco o essiccato e poi macinato. La Calabria è la regione che in Italia consuma più peperoncino, ma viene esportato in tutto il mondo perchè molto richiesto per le sue alte qualità aromatiche e terapeutiche. Il peperoncino è un vero dono della natura, è un concentrato di vitamine, di sali di potassio. E’ un vasodilatatore e anticolesterolo, per cui l’uso costante di peperoncino, aiuta il cuore sia per l’abbassamento del colosterolo che per i benefici apportati alle arterie.

Il pesce spada è un pregiato piatto tipico calabrese, viene pescato a Reggio Calabria e nella sua provincia con le tradizionali imbarcazioni che assumo diversi nomi quali Passerelle, Feluche, o più diffusamente Spatare; il pescespada è spesso in Calabria oggetto di sagre e feste popolari durante i mesi estivi. Viene pescato anche a nella zona nord di Messina, sull’altra sponda dello Stretto.Lo Stoccafisso è un merluzzo essiccato che costituisce la base di molti piatti tipici della cucina calabrese.E’ un alimento molto gustoso con un contenuto energetico molto importante.Il Pesce Stocco più rinomato è quello di Mammola e di Cittanova in provincia di Reggio Calabria,dove ogni anno si svolge la tradizionale "Sagra dello stocco", meta di turisti e buongustai.

"I Frìttuli" - Piatto a base di carne di frattaglie di maiale, che comprendono oltre la carne grassa di maiale, tagliata a pezzi grossi, anche varie parti dell’animale come le zampe, le ossa, gli orecchi, il muso, la coda, i rognoni e lo stomaco. Tali ingredienti vengono riuniti dentro un paiolo di rame (Cardara) e ricoperti da parti grasse del maiale. Il contenitore, posto leggermemte sollevato dal terreno, è circondato da due cerchi di brace molto viva, alimentata costantemente e regolata in maniera tale da garantire una cottura lenta. Le parti, sono mescolate tramite un lungo e grande cucchiaio di legno che presenta, al centro della parte concava, un foro a forma di croce.L’unico ingrediente che viene aggiunto e in abbondanza è il sale. Il tempo di cottura delle frìttole è di oltre sette ore.

Vera peculiarità della gastronomia reggina, oltre alle zuppe e alle minestre "maritate", è la pasta fatta in casa: ancora oggi abilmente impastata e lavorata a mano, insaporita con sughi di carne conditi tutti rigorosamente con olio d’oliva. La carne, è molto apprezzata sia essa di agnello, capretto, bovino o di maiale. Quest’ultima viene utilizzata per mille lavorazioni, tra cui i salumi, che sono delle vere e proprie specialità: Sopressate, salsicce, ’nduja’. Tra i formaggi, senz’altro il pecorino e le ricottine (sia fresche che salate) sono tra i più gustosi e famosi.


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