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Friday, June 20, 2008 - ore 10:33
Banalità: la mia barca, Mario Rigoni Stern, silenzio
(categoria: " Riflessioni ")
Banale, se vogliamo...
Non banale la persona in questione, ma il fatto di parlarne, anche qui, come se fossi l’unico a farlo...
A vedere un po’ gli ultimi post lasciati sul mio blog, certo questo potrebbe "stonare", ma la vita è un po’ così: alternanza di momenti e sensazioni. Forse a stonare sono i post stupidi e superficiali che ultimamente ho lasciato. Però io sono fatto così. Che piaccia o no... Sarà per questo che non tutti mi capiscono fino in fondo.
Ieri, rientrando un po’ in anticipo ho pensato di far fare un po’ di moto al motore della mia barca, visto che erano quasi due settimane che era fermo. Di solito quando vado in giro in barca a motore non mi viene da riflettere, perché sempre di più si ha a che fare con chi non rispetta gli altri (anche in barca, proprio così) correndo e facendo onde... Onde che danneggiano la mia vecchia barca... Maledetti!
Allora, nonostante la bassa marea, ho optato per un percorso fuori dai canali navigabili, sopra le secche, sfruttando la mia conoscenza della laguna. Dopo un po’ per fortuna ero solo...
Nonostante il rumore del motore (che comunque non è quello di una Ducati!) stavo pensando agli anni che ha la mia barca, al fatto che era di mio nonno... E così per associazione di idee, sono arrivato a Mario Rigoni Stern... morto l’altro giorno... ... ... ... ... ... ... ... ...
Non sono un appassionato lettore in genere, non ho mai letto interamente i suoi libri, solo qualche pezzo... Mi viene in mente che l’ultima volta che l’avevo visto in TV era da Fabio Fazio su RaiTre, probabilmente all’inizio della sua malattia. Diciamo subito che io odio quell’alone di leggenda che si viene a creare attorno a certe persone. Leggenda che si crea solo perché vivono i loro luoghi con rispetto e semplicità, perché hanno portato avanti nella loro vita ideali distanti da quelli che la società di oggi ci propina, successo in primis. Odio la società di oggi. Un po’ perché non la capisco fino in fondo, un po’ perché non capendola non riesco a inserirmi all’interno di essa con facilità. Non che la società del passato fosse migliore di adesso (anche se forse, probabilmente...): ogni epoca ha i suoi lati oscuri, i "muri" contro cui sbattere, le difficoltà ad accettare le cose nuove, a capire cosa siano le cose giuste da fare. Ma quello che continuo a chiedermi alla fine è cosa ci possa trovare la gente nelle cose che non capirà mai. Qualcuno anche comprenderà i valori che persone come Rigoni Stern ritenevano importanti; ma quelli che si esaltano e si stupiscono e si autoimbrodano perché sentono che un essere umano vuole solo vedere i "suoi" luoghi, starne a contatto in modo semplice, potrebbero anche stare in silenzio... Ecco appunto. Il silenzio. Cosa che oggi non tutti siamo in grado di accettare. Non il silenzio di fronte alle ingiustizie, ma il silenzio interiore.
A questo punto, non so perché ma mi è venuto da spegnere il motore... Va beh... purtroppo silenzio totale è quasi impossibile sentirlo, ma almeno era silenzio vicino a me. Acqua e silenzio... che poi è uguale a montagne e silenzio...
Ritorno verso casa, di nuovo col rumore del motore, pensando un momento ad un ultima cosa. Io, che in piccola parte mi sembra di capire il silenzio, non potrò mai essere capito da chi mi vede in mezzo al rumore, a produrre rumore. Perché la vita è così. E’ silenzio e rumore alternati. Se non ci fosse rumore, non si capirebbe il silenzio. E viceversa.