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Friday, August 01, 2003 - ore 09:33
Crostone d'Avena
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Ogni generazione ha i suoi incubi infantili. Credo che quelli della mia sian stati sicuramente tre: il mago G (o Galbusera), il vedere giovincelli alle prese con la promozione dei cartoni animati trasformarsi in divi della tv (Bonolis e Frizzi in primis) ma soprattutto l'esistenza di Cristina d'Avena. Tale ragazza (se così ancora si può chiamare visto che alcuni suppongono abbia una suite all'ospizio "Il tortellino d'oro" di Bologna) ha ancora un grosso ascendente (vergine?) sui bambini di tutta Italia. Maledetto il giorno in cui mise piede all'Antoniano di viale Oriani cantando "Il valzer del moscerino" allo Zecchino d'Oro. Fu l'inizio del supplizio. Questa bambina malefica, che molte streghe, si narra, all'epoca volevano morta, invisa a vampiri e cartomanti sensitive, cantava e non smetteva più. Da adolescente venne notata da un gruppo di ricercatori universitari, i quali decisero che era il caso, dopo i test atomici, di fare test idioti sui bambini di allora. E le fecero, mortacci loro, un contratto discografico. Tra i suoi autori uno che si chiama "Moreno Grossi Pometti", un nome, una garanzia. Cristina inizia a scrivere innocenti canzoni per bimbi. Queste canzoni si moltiplicano esponenzialmente. Ogni cartone non ha più una sigla, ha una canzone di Cristina. I precedenti idoli delle sigle, Cavalieri del Re di Riccardo Zara (uomo dalla voce inquietante) per primi, iniziano a drogarsi e a piangere per la perdita del successo. Cristina va come una macchinetta ed incassa un suc-cesso dietro l'altro. I suoi album si chiamano "Fivelandia", "Cristina e i tuoi amici in tv" e, unico caso al mondo, scrive canzoni sui puffi che non siano la sigla. Il lavoro è tanto, Cristina ormai maggiorenne si iscrive all'università e non regge. Inizia ad assumere ogni giorno i funghi allucinogeni nei quali vivono i puffi e sotto quell'effetto scrive testi fottutamente assurdi come "Piccoli problemi di cuore" (storia di un cardiopatico naif), "Papà gambalunga" (il cartone su Rocco Siffredi), "Vola miominipony" (chiaro esempio di visione da trip da LSD), "Alla scoperta di Babbo Natale" (suo sogno erotico perdere lo status di illibata con un vecchio barbuto).. I cartoni di ogni tipo, insomma, sono la sua passione. Il medico le somministra il Prozac quando decidono di non bestemmiare evitando di farle rifare pure la sigla dei Simpsons e quella di Lupin come atto di clemenza verso le cose belle. Cristina fa l'università, di sicuro da metà anni '80 ("studio medicina all'università" recita un suo pezzo). In una sua recente intervista affermava di stare per diventare medico. Quanto cazzo ci mette a laurearsi? Non potrebbe smettere di cantare e ibernarsi dentro il CEPU? Poi, su tutti i VIP ci sono leggende metropolitane. Quella su Cristina d'Avena la vorrebbe ninfomane. Ecco cosa succede a puffare di qua e puffare di la con centinaia di omini blu per aver per primi provato il Viagra. Ai posteri l'ardua sentenza.
CLISTERE - ELIO E LE STORIE TESE
(liberamente ispirata da ARRIVA CRISTINA)
Arriva Clistere
di lui scoprirai...
che gli piace esplorare, gli piace sturare, e' fatto cosi'.
Nella mia famiglia tanta merda c'e',
la espelliamo a meraviglia.
Rido quando cago, e' il mio solo svago
ma sono senza amici e vago.
Fai un enteroclisma a gran velocita'
e sugli stronzi avrai il carisma.
Col mio amico Cliste non sarai piu' triste,
nessun blocco gli resiste.
L'ugello sa quello che fa
nell'oscuro sfintere.
Ecco, questo e' Clistere, di lui scoprirai
che gli piace esplorare, gli piace sturare,
e' fatto cosi'.
Evviva Clistere e adesso lo sai,
se ti riempi di acquetta poi caghi di fretta
facendo glu glu.
Con il magico ugello poi tutto e' piu' bello
dai prova anche tu.
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