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io ho sempre tentato... "
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Monday, June 23, 2008 - ore 16:03
Against brain marketing
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Lo spunto me lo da Satisfaction, un magazine che lo trovate in omaggio appena oltre la porta anti nani della Feltrinelli, l’anti nani sta ad indicare le tarature dei sensori per poter far aprire le suddette porte…e oggi ho anche la fissa della porta…chissà perché. Dicevo, un articolo di Filippo Tuena, “Manualetto pratico ad uso dello scrittore ignorante” mi ha aperto il mondo all’osservazione partecipata dello scrittore, e alla sottocategoria scrittrice da blog…mi ci sono anche rivista in parte, nell’epoca delle complessità attitudinali vendute come acqua santa agli svariati concorsi e delle conseguenti ingiustizie calate sulla sciabola di una crociata contro il sistema letterario italiano contemporaneo. Il paradosso sta nella presunzione, nell’appiccicarsi sull’identità uno ruolo che in teoria andrebbe apposto posteriori…mi imbatto in miriade di parole e aggettivi, figlie mie quanti cazzo di aggettivi usate in una frase!, messi in maniera finto approssimativa a formare un testo con una posa myspace invidiabile che più che raccontare esaspera le allusioni connotate in maniera positiva di un’esacerbante complessità. Seminavo aggettivi una volta, la mia milano mi ha insegnato come farne parsimonia.
Tutto sembra un autocelebrarsi e mi fa schifo. In tempi di guerre notturne si pensa alla quotidiana utilità dell’immediatezza del linguaggio.
Non mi sento più di guardarmi sul palco delle mie autocelebrazioni come muovermi meglio o come risultare l’immagine di me che vorrei…se fossi un racconto sarei quello di una serata e se fossi uno scrittore sarei Alberto, che si muove si contorce non celebra complessità ma le esibisce con un’urlata partecipazione ironica e beffarda…
Una questione di attenzione, la differenza sta nel porre attenzione a sé stessi, qualsiasi ruolo si ricopra, o verso sé stessi alle prese con qualcosa. Nel primo caso andatevi a leggere scrittori e scrittrici che si auto compiacciono, e magari ascoltatevi manuelito milanese, nel secondo avete qualche chance di poter essere lunatici e sensibili.
“Siamo molto lunatici e anche molto sensibili. Ogni piccolo problema per noi può diventare gigantesco o grave. Può avere diversi effetti. Il fatto è che forse ci teniamo veramente tanto a quello che stiamo facendo, a suonare in giro…Ogni piccola cosa che non va per noi può diventare molto grave.”
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