1) Sicapunk con la maglietta di Neffa! 2) Sicapunk che ascolta i POOH
MERAVIGLIE
1) il gin lemon 2) atmosfera ovattata post-balla 3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato... 4) gli stranimali 5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam 6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig) 7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere? 8) lo stroh-rum di momo!!!!
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lunedì 23 giugno 2008 - ore 17:01
Heineken Jammin’ Festival 2008 - il terzo giorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
San Giuliano è più soleggiato di come lo ricordo un anno fa. Non ci sono feriti o persone tristi che urlano e piangono, c’è un sole assurdo. E ci sono i benedetti pass di mamma MTV che fanno parcheggiare a 100 metri dall’ingresso del festival, grazie anche alla bontà di una bellissima agente della municipale mestrina con il piercing sotto la bocca.
Mentre ci avviciniamo un uomo parla al microfono con accento americano - E’Duritz! - No, sono le 3 e mezza! - Ti dico che è Duritz! - Cazzo, corriamo!
Era Duritz. Per accontentare i calciomaniaci l’organizzazione ha spostato tutti i concerti. Pure troppo. Capita così che i Counting Crows, sul podio della colonna sonora della tua vita, suonino ad un orario infame, sotto un sole cocente e come un qualsiasi gruppo di supporto. Con i tecnici parzialmente ancora addormentati.
Si fottano.
Bene. Chi ha detto e scritto che i Counting Crows hanno fatto un concerto di merda non ha capito un cazzo e farebbe bene a conoscere meglio un gruppo prima di parlarne.
Adam ha cantato bene. La band ha suonato bene. Adam ha improvvisato. Adam ha mangiato risi in testa a tanti. "Holiday in Spain" era una provocazione, e l’ha interrotta subito.
La stessa gente che ha parlato male dei Counting Crows, del resto, ha fatto meraviglie sul concerto di Alanis. Ma questa è un’altra storia.
Quello che mi resta è una scaletta bellissima: 01. Le Ballet D’Or 02. Hard Candy 03. Hanging Tree 04. Recovering The Satellites 05. Colorblind 06. Cowboys 07. Round Here 08. Have You Seen Me Lately? 09. A Long December 10. Holiday In Spain 11. Big Yellow Taxi 12. Mr Jones
E un Adam Duritz che, più tardi, mi ha fatto commuovere.
Secondo gruppo della giornata: Baustelle. Tengo a precisare che: - adoro i Baustelle - non particolarmente l’ultimo album - nei Baustelle suona un amico che stimo - anche ieri tale amico ha suonato benissimo violino e chitarra
Per il resto: si stanno schiacciando. Scalette sempre uguali. Medley "gomma + la canzone del riformatorio" da far defecare gli stitici più convinti, con un trenino degno di una festa dell’ultimo dell’anno, che più che divertissement del gruppo sembra una marchetta per "i fan de la malavita e di charlie". Che speriamo smetta di fare surf. Rachele sotto tono, decisamente, rispetto agli altri tour. Una volta il discorso da bar sui Baustelle faceva più o meno Rachele è bella, eh, è molto sensuale. Bianconi è davvero elegante. Aggiungere la postilla su Bianconi faceva molto indie. Ora si dice ma nel gruppo c’è solo Bianconi? com’è invecchiata Rachele. ma quello è Sergio dei Bluvertigo?. E smettetela di essere così convinti quando fate "Baudelaire".
Terzo atto: Stereophonics. Un’ottima sorpresa. Mai visti prima, e il mio pensiero era "mi annoierò a morte". Scaletta perfetta, con i tormentoni sul finale, nessuna marchetta, esecuzione stupenda e un paio di occhiali che invidio al cantante. "Battono" tantissimo, suonano alla grande, nessuna caduta di stile, si intravede un Adam Duritz che balla e applaude scatenato qualche canzone a lato del palco.
Quarto momento: Alanis Morissette.
Ci sono cresciuto. "Jagged little pill" è corresponsabile di molte mie turbe adolescenziali, sogni infranti, utopie, pianti, ecc. ecc. Riconoscerei le note di you learn come il lamento di un capretto in mezzo al deserto. Fact: Alanis Morissette ha fatto sette album. A tutti gli effetti, ne ha fatto solo uno. Non serve mettere Thank you in scaletta, in coda, quando ormai la gente si sta spazientendo, ormai abituata all’idea di vedere la partita, della quale tu ("STRONZA! VATTENE!") ci fai perdere otto minuti. Alanis esegue in pratica Jagged little pill. E lo esegue MALE. Con delle stecche notevoli (tre in particolare). Con una ironic che sembrava una "Resta qui con noi" di ACRiana memoria, fatta cantare al pubblico in stile catena dell’amore di Sandra Milo. You Oughta know HA FATTO CAGARE. Peggiore esecuzione della storia.
E lasciamo perdere le variazioni sul testo alla moda (it’s meeting the man of my dreams and then meeting his beautiful.. HUSBAND).
Sì, capisco che amate Alanis. Ma abbiate il coraggio di ammettere che, tolta l’emozione per vedere sul palco questa benemerita Vanessa Incontrada (grazie Noel) incalmata con Paola Turci e la Nannini, resta ben poco. Il ricordo delle canzoni della nostra gioventù, quello sì. Un po’acciaccate. Un po’tanto.
Quinto momento: The Police. Non si può dire nulla, se non che li odio per non aver fatto Synchronicity II. Meravigliosi. Copeland sopra tutti, davvero. Ho ancora la pelle d’oca. E’ingiusto e assurdo dire qualsiasi cosa. Hanno fatto, appunto, QUASI tutto. Ma hanno fatto. E come lo hanno fatto.
Grazie mamma MTV.
SYNCHRONICITY II - THE POLICE
Another suburban family morning Grandmother screaming at the wall We have to shout above the din of our Rice Crispies We can’t hear anything at all Mother chants her litany of boredom and frustration But we know all her suicides are fake Daddy only stares into the distance There’s only so much more that he can take Many miles away Something crawls from the slime At the bottom of a dark Scottish lake
Another industrial ugly morning The factory belches filth into the sky He walks unhindered through the picket lines today He doesn’t think to wonder why The secretaries pout and preen like cheap tarts in a red light street But all he ever thinks to do is watch And every single meeting with his so-called superior Is a humiliating kick in the crotch Many miles away Something crawls to the surface Of a dark Scottish loch
Another working day has ended Only the rush hour hell to face Packed like lemmings into shiny metal boxes Contestants in a suicidal race Daddy grips the wheel and stares alone into the distance He knows that something somewhere has to break He sees the family home now looming in his headlights The pain upstairs that makes his eyeballs ache Many miles away There’s a shadow on the door Of a cottage on the shore Of a dark Scottish lake Many miles away, many miles away