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szasz, 0 anni spritzino di 0 CHE FACCIO? Non è da questo che si giudica una persona! Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... ...esser pagato per non fare 1gaz, solo per il fatto che esisto STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Tuesday, June 24, 2008 - ore 19:33 Percezione e sensazione La parola percezione deriva dal latino perceptio, che indicava l’atto e l’effetto del percipere, cioè del percepire, del ricevere. Come il verbo capere e altri vocaboli di significato simile, anche perceptio significava sia prendere fisicamente, concretamente, sia prendere con la mente, mentre per il suo discendente percezione il significato concreto è diventato più raro. L’italiano percezione appartiene soprattutto al linguaggio della filosofia e della psicologia e indica un processo per cui le sensazioni provenienti dal mondo esterno, ricevute attraverso gli organi di senso, vengono elaborate dalla mente e riconosciute. Strumento insostituibile per conoscere la realtà, la percezione è stata spesso al centro della riflessione dei filosofi. Alcuni come David Hume, hanno identificato le percezioni più forti con le impressioni e quelle più deboli con le idee. Altri come George Berkeley, hanno addirittura sostenuto che il mondo non esiste al di fuori della percezione che noi ne abbiamo. Anche la differenza tra percezione e sensazione è sottile ed è stata molto discussa. In generale si può dire che le sensazioni sono piuttosto reazioni passive, legate a stimoli esterni di tipo elementare: il caffè caldo che tocca la lingua ed il palato provoca una sensazione di piacere; se il caffè è bollente la sensazione sarà di dolore. Le percezioni sono invece rappresentazioni più nette dipendenti dall’attività dell’intelletto, e riguardano oggetti complessi: di solito si ha la percezione di ciò che già si conosce del tutto o in parte. Proprio perché si tratta di concetti così vicini e separati soltanto da lievi sfumature di significato, la confusione tra di loro è abbastanza comune. Già Dante usava percezione nel senso di sensazione, e Carducci parlava di percezione storica del Medioevo, volendo dire comprensione storica. Di regola, quindi, la percezione è vicina a processi mentali attivi come il ragionamento, i sentimenti e le emozioni. L’eccezione che conferma la regola è rappresentata dalle cosiddette percezioni extrasensoriali, note anche con la sigla inglese ESP. Si definiscono così in psicologia e parapsicologia le percezioni che si verificherebbero senza l’intervento dei sensi: si sentono parole che nessuno pronunzia, si vedono immagini mai viste prima senza averle davanti agli occhi. Per chi ci crede, questo tipo di percezioni avviene in una condizione di totale passività da parte del soggetto ricevente, che a volte deve addirittura entrare in uno stato di incoscienza perché la comunicazione - chiamiamola così - funzioni. Il rapporto tra percepire e percezione riguarda quasi soltanto il significato astratto. Tuttavia anche se raro il significato di percezione si trova ancora in italiano, soprattutto nella lingua del diritto e della burocrazia. Giuseppe Mazzini, protestando contro l’imposta sul macinato, si lamentava non solo della tassa ma del suo metodo di percezione, cioè del modo prepotente con cui gli esattori imponevano il pagamento. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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