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mercoledì 25 giugno 2008 - ore 12:41
VOLENS POTENS
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi chiedo come funzioni la nostra mente... è vero che "volere è potere". Ma perchè diavolo vogliamo sempre quello che non possiamo avere?
Perchè questo continuo circolo vizioso?
Perchè non riuscire con la logica ad astrarsi da questa droga viziosa e godere di ciò che realmente abbiamo.
Mi spiego... (e qui età, maturità, sesso, appartenenza religiosa o geografica non c’entrano o poco): ognuno di noi persegue obiettivi e ha dei parametri entro i quali sceglie chi avere accanto o cosa volere.
Cerca, cerca...finchè un giorno, inspiegabilmente, incontri qualcuno o sbatti il naso su una certa situazione che non ricambiano questa tua sensazione di "frizzicorio". Perchè mai? Impossibile! Deve succedere.
Devo avere quella persona.
Devo ottenere quella cosa.
Non ha più importanza se tali "oggetti del nostro desiderio" rientrano nei nostri criteri di selezione, nelle nostre compatibilità... ci facciamo piacere tutto. Sorvoliamo su difetti o vizi che, altrove, ci avrebbero già fatto cancellare il numero, dimenticare il nome od optare per altri lidi.
Eh no! Avanti miei prodi. E via a elucubrazioni mentali, tecniche, strategie, indagini psicologiche, sociologiche, sportive, amicali, passionali...per capire su che binari posizionarsi per attrarre l’attenzione e arrivare dritti alla meta.
Quella situazione ci vuole in un dato modo? Con le ballerine? E via ad uno stock di ballerine... coi tacchi alti? E via a decolléte sofferenti. Con i capelli raccolti? "e chi li ha mai avuti sciolti?" Con un sottofondo rock? "Io solo Vasco!!!" Quella persona ama le donne dolci? "Sono una melassa mielosa e smelensa di donna" adora i bambini? "Pucci, pucci..." Adora il sushi "Io? sempre...sushi, sashimi, tempura..."
MA LA NOSTRA IDENTITA’??? (che non a caso fa rima con dignità)
Nessuno ne è esente...ma mi chiedo: perchè? Perchè non riusciamo a distinguere il desiderio dall’oggetto del desiderio?
Perchè incaponirsi con una persona o inpuntarsi con una situazione che, se non ottenuta ci devasta, ed una volta ottenuta non ci interessa???
Amiamo l’idea della coppia, dell’uomo o della donna che dovrà essere la nostra metà, o amiamo quella persona che decidiamo di volere accanto? (già decidiamo di volere è unantitesi non da poco...)
A risultato ottenuto, se ancora presi dall’enfasi della vittoria, ci prodighiamo nel godimento della riuscita e qui sorge un altro obiettivo...appurata la nostra forza di volontà: perchè non far diventare quella persona, quella situazione, ciò che piace a noi?
Sì, perchè in fondo...si arriva al dunque. Avuto? Non piaciuto.
Ciò che è semplice, ciò che abbiamo davanti agli occhi, non lo vediamo. Non ci piace.
Questo atavico gusto della conquista, del doversi sudare le cose... ma è poi questo? E ritornano, così, i corsi e ricorsi storici vichiani e si ricomincia da capo...con un intento, a parer mio, ancora più sfibrante e dai risultati non certi.
Ma esser più semplici, no? Lo dico soprattutto a me stessa.
Volere è potere; ma, benchè faccia rima, volere non è piacere.
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