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MuzziSan, 38 anni spritzino di palayork CHE FACCIO? Ingegneria Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO La Biografia del mio portinaio. Un napoletano che in 70 anni non ha lavorato due giorni di seguito. HO VISTO Ho visto tante cose. Molte ne ho dimenticate, altre purtroppo no. STO ASCOLTANDO Musica impegnata : inni sacri yemeniti, canzoni dei cugini di campagna e i discorsi politici di Giovanni Leone ( soprattutto quello nel quale faceva le corna dall`automobile) ABBIGLIAMENTO del GIORNO Quasi nudo. Quasi, per vostra fortuna. ORA VORREI TANTO... Non dovervi chiedere cosa ne pensate di cio` che scrivero`. Purtroppo pero` non ne posso fare a meno e percio` vi chiedo : cosa ne pensate ? STO STUDIANDO... Solfeggio, esercitandomi con lo scheletro di un velociraptor. OGGI IL MIO UMORE E'... Normale, cioe` moderatamente tendente all`idea che sono a mezza strada fra dio e nicola di bari. E non conoscendoli entrambi, non so a chi sparerei addosso per primo. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: di0 vel BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Friday, June 27, 2008 - ore 22:27 UN RICORDO DOLOROSO Poi sullo schermo compare proprio lui in carne ed ossa. Ride fa un segno di vittoria con la mano destra. Si sentono urla scomposte da parte dei suoi sostenitori. Ride, i suoi lineamenti regolari si aprono. Non è un brutto uomo, Debbie. Tutto si può dire di lui, tranne che sia brutto. Dalle sue spalle emerge una donna. Della mia stessa età. Lineamenti non brutti, ma spenti. La donna scelta dal cavallo vincente per consolarlo dalle batoste della vita. Il caldo focolare dove difendersi dagli uomini cattivi che sono fuori dalla soglia. Una donna carina, educata e di modesto ingombro. Una donna ideale per qualcuno che crede di avere troppa vicinanza con l’Assoluto. Sto diventando sentimentale Debbie mentre i tuoi occhioni imploranti vorrebbero che io fossi lì, seduta insieme a te. Il mio sguardo rimane però prigioniero della tv. Vorrei sentire cosa dice, il mitico John Simpson un attimo dopo aver vinto le elezioni comunali. Ma l’uomo non ha voglia di parlare. Ha sprecato la retorica tutta nella campagna elettorale. Ora sorride come un ebete, fa continuamente di sì con la testa. Ora i suoi discorsi si faranno fumosi. Come quella sera quando mi implorava. Il disgusto mi pervade. Debbie, Debbie. Faccio dei passi verso la sala d’aspetto, mentre la barista, che è la fumatrice abusiva, cerca come manovra diversiva, di dirmi qualcosa sulla stupidità dei politici. Vorrei risponderle che nudi come vermi, fanno ancora più impressione. Sono di nuovo nella sala d’aspetto. Un ultimo urlo della tv mi raggiunge. Non poso fare a meno di pensare che è andata male. Lui è su un palco a ricevere applausi, io invece accompagno una bambina di diciannove anni a togliersi un pezzo di se stessa. Non lascia cadaveri la storia nelle vite dei più fortunati. Debbie mi guarda spaurita. << Ma dov’eri???>> mi chiede quasi terrorizzata. << E’ quasi il nostro turno…..>> la sua voce si fa quasi singhiozzante. Debbie, Debbie. Le stringo la mano. Le accarezzo i capelli, sei l’ultima Debbie. Sei l’ultima cosa che nella vita voglio abbandonare. Debbie la Paurosa si calma. Ricomincia a guardare il muro e tracciare i suoi strampalati ghirigori sul pavimento. La porta si apre, e l’infermiera sillaba decisa: Breaker. Debbie la Paurosa, non ha avuto il coraggio di lasciare il suo cognome. Ci alziamo. Dopo un primo momento di debolezza, Debbie si riprende. Mi sorride incoraggiante. Tranquilla, gli sussurro, tranquilla tra poco sarà tutto finito. 3/A e ultima parte. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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