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La Biografia del mio portinaio. Un napoletano che in 70 anni non ha lavorato due giorni di seguito.

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Ho visto tante cose. Molte ne ho dimenticate, altre purtroppo no.

STO ASCOLTANDO

Musica impegnata : inni sacri yemeniti, canzoni dei cugini di campagna e i discorsi politici di Giovanni Leone ( soprattutto quello nel quale faceva le corna dall`automobile)

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Quasi nudo. Quasi, per vostra fortuna.

ORA VORREI TANTO...

Non dovervi chiedere cosa ne pensate di cio` che scrivero`. Purtroppo pero` non ne posso fare a meno e percio` vi chiedo : cosa ne pensate ?

STO STUDIANDO...

Solfeggio, esercitandomi con lo scheletro di un velociraptor.

OGGI IL MIO UMORE E'...

Normale, cioe` moderatamente tendente all`idea che sono a mezza strada fra dio e nicola di bari. E non conoscendoli entrambi, non so a chi sparerei addosso per primo.

ORA VORREI TANTO...



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Wednesday, July 02, 2008 - ore 22:14


CURA RICOSTITUENTE 1/A parte
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I sintomi erano stati chiari, inequivocabili. Dubbi sulla propria missione letteraria, abulia, voglia di fare degli acquisti di largo consumo del tutto inutili, sogni di una non meglio identificata “sistemazione”. Poi, tetra era arrivata la noia, sommergerdo tutto quanto anche gli incubi, ed in breve la situazione era divenuta così incresciosa da far capire in modo inappellabile il fatto che si stesse smarrendo la retta via.
Per riuscire a cambiare la situazione ci poteva essere una sola soluzione: recarsi al più presto in libreria, in quel luogo, in quel santuario per dire meglio, dove la sua missione sarebbe parsa finalmente ancora necessaria, utile, stringente. Chi infatti poteva ancora avere voglia di leggere un libro? Chi poteva sentire quell’empito così poco attuale di poter far navigare la fantasia immersi, nella lettura di fogli stampati di pessima fattura? Non certo il suo vicino di casa che litigava con il suo coinquilino ogni sera per chi dovesse andare a portare la spazzatura, o non certo il suo dirimpettaio ed il suo pestifero barboncino. Era diventato un lusso oramai quello di leggere, e le persone che oltre a leggere si prendevano addirittura la briga di voler dire qualcosa scrivendo, erano oramai considerati alla stregua degli extraterrestri.
Mirko preso immediatamente in queste luciferine visioni, ebbe un fremito di rabbia. Dopo un attimo le archiviò, come un sintomo ancora più chiaro della esigenza di recarsi nell’oramai inevitabile luogo di culto. Il suo luogo di culto, quello che non avrebbe mai condiviso con nessuno, se non con degli estranei, bruttini, occhialuti,vestiti in modo trascurato, che leggevano sillabando piano i risvolti di copertina di alcuni nuovi vecchi libri.

Eppure il racconto che stava scrivendo era cominciato sotto i migliori auspici. Il primo giorno nella immediata stesura aveva scritto già cinque facciate, e poi via via era andato avanti sino a perdersi. Erano i racconti più difficili ed insidiosi, quelli. Infatti sono quelli che ti appaiono sin dall’inizio chiari e definiti. Riesci ad immaginarteli perfetti, compiuti. Sai che devi solo metterli su carta, scriverli, come se il loro destino fosse già tracciato, come se quella storia aspettasse solo te per essere scritta. Poi però il demone della diffidenza ti assorbe. Ti accorgi che è stato troppo facile: la stesura, il guizzo vincente ed insondabile della creazione letteraria, tutto quanto, ti appare troppo scontato perché possa essere vero. E così dopo che hai riletto tutto, e trovi che però, mica male!, potrebbe andare…mentre sei ad asciugare i piatti con una sensazione di delizioso stupore, ( immaginandoti gli sguardi di quelli che ti hanno sottovalutato in soggezione davanti al tuo talento emergente) eccolo, che ti assale il panico.
Ma che originale! che racconto nuovo, e se….se fosse una scopiazzatura di Platonov ?
Guarda che “Vento dalle Immondizie” di Platonov descrive proprio questo: un uomo che si sacrifica contro il potere dell’odio, sacrifica tutto di sé anche quello che non ha più….
Ma guarda che stronzo….come si fa a paragonare a “Vento delle immondizie” di Platonov una storia, che sì…ammetto tratta di un uomo che da solo si rivolta contro il potere, ma poi poi…e l’ambientazione è proprio diversa se proprio lo vuoi sapere…..
E così via per altri venti minuti, fino a quando persuaso dalla tua coscienza ti convinci di essere un volgare plagiatore, per giunta di un scrittore russo e misconosciuto. Ma la sua poca popolarità fa diventare il tuo crimine ancora più odioso. Se solo avessi scopiazzato Dostoevskij avresti potuto dire a quelli che ti hanno preso in castagna “ Ma sì ci avete preso ! era un pastiche del buon vecchio Fiodr…” affondando così la diffidenza altrui in un mieloso sorriso di circostanza, ma Platonov, chi lo legge oramai? Quei pochi che ti avrebbero scovato denigrandoti, alla stregua di uno scrittore da operetta, che sfrutta capolavori (perché “Vento dalle immondizie” è un vero capolavoro) misconosciuti per appagare una ambizione smodata ( come se non fossero capaci di copiare anche loro, se solo ne avessero avuto la possibilità.)
Così sconfitto, frustrato, convinto dalla sua implacabile coscienza di essere un scopiazzatore, per giunta di quelli più perfidi ed infidi, Mirko non riesce più neanche ad avvicinarsi a quello scritto. Guarda i fogli da lontano, ma non aggiunge nulla. Li squadra, cerca di ricordare qualche frase ma sa già che non farà nulla per aggiungere qualcosa a quanto già scritto. E l’unica strada a questo punto appare la visita al santuario.



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