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Daniele Luttazzi

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"L’uomo che usciva la gente" (un capolavoro della Settima Arte!)

STO ASCOLTANDO

Cambia lo superficial
cambia también lo profundo
cambia el modo de pensar
cambia todo en este mundo

Cambia el clima con los años
cambia el pastor su rebaño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

cambia el más fino brillante
de mano en mano su brillo
cambia el nido el pajarillo
cambia el sentir un amante

Cambia el rumbo el caminante
aunque esto le cause daño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Cambia, todo cambia
Cambia, todo cambia
Cambia, todo cambia
Cambia, todo cambia

cambia el sol en su carrera
cuando la noche subsiste
cambia la planta y se viste
de verde en la primavera

Cambia el pelaje la fiera
cambia el cabello el anciano
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Pero no cambia mi amor
por mas lejos que me encuentre
ni el recuerdo ni el dolor
de mi tierra y de mi gente

Y lo que cambió ayer
tendrá que cambiar mañana
así como cambio yo
en esta tierra lejana.

Cambia, todo cambia...

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Thursday, July 03, 2008 - ore 10:58


Into the wild
(categoria: " Viaggi ")


E siamo solo a metà settimana...!!!

Lunedì, assieme al fido Rigoni e al suo rimorchio miracoloso, gitarella nella mia "vecchia" casa. Dovevo portarmi via la camera, che il nuovo proprietario ha deciso di non tenere. Siccome nel rimorchio era caricato tutto il service, alle 14 abbiamo cominciato a scaricare tutto per ripristinare lo spazio, per poi ricaricare del materiale che dovevamo riconsegnare da un noleggio.
Poi via a smontare la camera... la casa non è più mia, si è già trasformata. Alla fine, quando ho chiuso la porta e richiuso a chiave, ho davvero salutato tutta una serie di cose.
Ho portato tutto da mio zio, dove conserverò questi mobili sperando di riutilizzarli presto. Per ragioni di spazio, nel suo giardino abbiamo dovuto smontarla ulteriormente in pezzi più piccoli.
Faceva un certo che, sembrava davvero di smontare il passato e riporlo negli scaffali di un garage. Poi, pensandoci, non è che sembrasse...... era così!

Ma le pagine girano (per fortuna), così come fanno i giorni.

Sicché mi sento con una persona; tutti e due abbiamo raggiunto un certo grado di saturazione, per motivi diversi, ma che tanto diversi non sono, anzi, a guardar bene........
Allora faccio due conti, calcolo i pro e i contro, poi mando tutto in mona e chi se ne frega.
Si parte alle circaquasi giudilì, non so la strada, non so a che ora passo, non so quando torniamo; non so cosa sia meglio portarsi via. Quindi, partiamo.
Raggiungiamo quello che doveva essere il posto di partenza, ma ci perdiamo subito. Prendiamo un sentiero alternativo, giungiamo ad un bivio e prendiamo ovviamente l’Altra strada. Salutiamo Castagni, Ruscello, Sassi, Arredamenti, Lumache... diventiamo una sola cosa con le Ortiche, la gambe diventano elettriche. Mi pianto sul Fango, si inzuppa un Piede. Raggiungiamo un Boh e non c’è anima viva (a parte Galline Mucche e Struzzo?!?). Evitiamo il bellissimo prato finchè non troviamo uno Schumann Post. Pranziamo col Gelato, guardiamo davanti ma anche indietro. Ritorniamo dalle Ortiche, le parole volano, le orecchie non solo ascoltano ma anche raccontano. Poi, la Caduta Perfetta (stile da vendere).

Al Bivio di partenza, la svolta: un bivio si può imboccare due volte.

E allora è Sottobosco, Acqua che corre, Cascate sui Piedi, ai Piedi della Cascata; è Alzare la Testa, in tutti i sensi, è vedere qualcosa che ti toglie il fiato. E’ quando ti accorgi che la Salita è più dolce della Discesa, che quei maledetti cellulari, se non sono spenti, neanche per fortuna ricevono, quando capisci che i Cartelli senza scritte sono lì apposta perché possa decidere TU cosa ci dev’essere scritto, che ti fermi davvero a guardare. Ti accorgi che la strada segnata era la più scialba e stupida; che quella che fai tu è di tutt’altro genere.

Quindi il rientro è pattinare fra i Colori e suonare le Foglie. L’auto protesta a modo suo, ma non è giornata da Beep questa. Decidiamo anche i rumori e i suoni. E il Lago di sera stava (lui sì!) veramente aspettando qualcuno. Un passo dopo l’altro, e senza accorgerti cambi anche paese. Ceniamo col Gelato.
Chi pensa che quella cosa sia solo un susseguirsi di Rime e poco più, non conosce i Rumori, gli Ascensori, i Tamburi, gli Orti, la Paura, il Mare tutto intorno. Non conosce o non comprende la testa di un cane, né la consapevolezza di chiedersi se non sia meglio ignorare.

A volta bastano una Panchina e un paio di Calzini per sputare fuori rabbia, fiele e ancora rabbia e cose che forse non sarebbero uscite. E la Paura è soltanto la maschera che diamo alla Verità quando le forze stentano a sorreggerci. Ma il Nucleo, la Sostanza, il Positivo e il Negativo, l’Angelo e il Mostro, cantano all’unisono sebbene con voci diverse. E’ proprio in questi momenti che riesci a sentire quel Canto. E’ Sull’Orlo, a pagina 17, te lo spiegano Omabel, Achaiah e Sehaliah. Tu l’hai già letto, ma talvolta le cose vanno dette come fa Habuiah, che è lì apposta per questo: pare far niente, invece fa tutto.

Ti abbiamo fregato, vitaccia della malora, almeno per un giorno: te, i tuoi Casini, il tuo Tempo, le tue Catene o Insidie. Vediamo chi si stufa prima. Noi no.
Perchè quando credi che sia davvero finita (per stavolta), c’è ancora una Deviazione e un Rotolino. Stavolta il bivio non c’era, l’abbiamo creato noi. I Trucchi si imparano, attenzione!
Visto? La Piazza sembra enorme, il Foglio si srotola.
Into the wild: se me lo raccontassero forse non ci crederei.

Le gambe e le dita friggono. Ma erano davvero (o solo) Ortiche quelle là?

Cambia, todo cambia...



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