
chiachiara, 29 anni
spritzina di Maserà (PD)
CHE FACCIO? faccio seghe con i piedi
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HO VISTO
cose che voi infedeli non potete neanche immaginare
ho visto cose che voi umani avreste subito cambiato canale
questo è PALLUTTI’:

un pupazzetto di cioccolato a forma di metallaro

sempre molto cutie...
i film:
-respiro
-la mela
-la strada (fellini)
-buffalo 64
-festen
-dal tramonto all’alba
-the butterfly effect
-big fish
-gli amanti del circolo polare
-lucia y el sexo
-tierra
-amores perros
-y tu mamà tambièn
-sin noticias de dios
-la mala educaciòn
-i diari della motocicletta
-bowling for columbine
-farenheit 9-11
-the others
-appuntamento a belleville
-tutti i film di bunuel
-starcazz
-boaria connection 2, delirio in autralia
-viva vanzina
-la sposa turca
-l’odio
-amici miei 1 e 2, è sempre bello
ho visto il tg3
STO ASCOLTANDO
.
death e derivati
.
nostalgica italiana
.
truzza
.
... si, un po’ ancora mi imbarazza parlare di queste cose
ABBIGLIAMENTO del GIORNO

anche nella versione estiva:

e se venisse l’estate mi vestirei da tennista
ORA VORREI TANTO...
allenarmi nel fare seghe con i piedi
STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
quello che io voglio che sia
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Sunday, July 06, 2008 - ore 12:53
(categoria: " Vita Quotidiana ")
venerdì volevo vedere gli Offlaga Disco Pax, ma purtroppo ci sono riuscita solo in parte, sono arrivata in ritardo, ritardissimo, sia per il concerto che x il compleanno di Ernesto.
Ho sentito solo 3 canzoni e mi sono piaciute tutte, poi dal punto in cui eravamo non si sentiva più niente...
tutti dicevano: che schifo questa musica, e io cercavo invano di convincere tutti quanti ad ascoltare i testi, ma da lì non si sentivano quindi tanto vale.
x il resto, sto passando un periodo di grande crisi mistica e interiore, e spero che passi presto, e che almeno mi sia utile, come promette Paolo Fox. CIOCCOLATO I.A.C.P.
La mia adolescenza moderatamente inquieta e trascorsa in un blocco di caseggiati dell’Istituto Autonomo Case Popolari.
un luogo protettivo dove i miei amichetti conobbero le droghe pesanti senza passare dal via.
quel gruppo era la prova, solo allora vivente, che quelle leggere non sempre hanno la colpa di tutto.
era un quartiere caratterizzato da una solidarietà sempre meno intensa anno dopo anno
e i cambiamenti della popolazione furono rapidi
ma il nostro campetto era sempre lo stesso
al campetto i tossici giocavano a pallone con noi ragazzini senza alcun timore di venire cacciati l’ordine del segretario della sezione del partito comunista era: potete stare qui ma non spacciate ai nostri figli e non vi fate davanti a loro
non andò proprio così ma almeno ci aveva provato
quel campetto attirava gente strana, era una terra di tutti e quindi di nessuno, ma molto attrezzata: panchine, verde, il centro sociale degli anziani sempre aperto
lo spettacolo della tombola pomeridiana con gli strafattoni che duellavano con i fagioli insieme alle pensionate era stupefacente molto più della facile battuta
molto più divertente del bingo di adesso
la loro presenza e le loro debolezze attiravano alcune ragazze dall’estrema periferia del nostro impero
una era addirittura di Roncocesio che per noi pionieri era come dire Vladivostok
eppure Barbara ogni santa giornata, non si sa come, compariva al campetto
capelli biondi stratinti
rossetto da battona autoprodotta naso tempestato di punti neri e quindici anni molto randagi
dopo aver ripetuto spesso la terza media senza alcun giovamento aveva piantato la scuola e ogni volta che poteva scappava dalla sua frazione agricola per raggiungere un centro del mondo abbastanza ipotetico
Barbara era un tormento ormonale irresistibile
le leggende su di lei si sprecavano
un pomeriggio passò sotto la mia finestra spalancata camminava torva vicino al davanzale nera con il suo trucco esagerato e i suoi pori dilatati
al mio timido saluto si illuminò e disse: dammi qualcosa da mangiare
varcò la soglia di casa mia circospetta ma quando le presentai del pane e un pezzo di cioccolata ci si avventò grata e felice
in quel caseggiato proletario nutrire un’affamata pareva dare ancora qualche soddisfazione
lei, lei con una ricrescita di due centimetri e la permanente disfatta - dettagli a cui non diedi molta importanza - si accomodò sul letto senza nemmeno guardarmi e non credo ricordasse il mio nome ma pareva molto più serena ora che stava mangiando
mi misi al suo fianco e mi sentii inadeguato alla sua esuberanza mentre io ancora mi attardavo in giornali porno
tentai una conversazione che non venne nemmeno vagamente considerata, non mi ascoltava, ma poi disse: sei stato carino i miei amici grandi sono solo degli stronzi non sono come te sei un ragazzo pulito e per bene
adesso, adesso ti faccio un pompino
no no no non dice sul serio aiuto, terrore, molto più che per i tossici
mi rendo conto molto in fretta che ci sono cose per cui non serve la licenza media
dopo qualche minuto, veramente pochi, si alza si pulisce le labbra finisce l’ultimo pezzo di pane e se ne torna al campetto
un pompino in cambio di un Toblerone
i condomini I.A.C.P. negli anni ’80 di una città filosovietica riservavano economie alternative molto convincenti e quel terrore quella sorpresa di una scoperta così mistica e quel campetto che poi vide morire un’intera generazione di oppiacei e malattie conseguenti mi regalarono un momento che per tutti gli anni a venire, se così si può dire, accese le mie fantasie
Barbara non tornò mai più preferì mantenere le sue abituali frequentazioni
morì di overdose dopo qualche anno passato sui viali d’Emilia
viali dove fu subito sostituita da qualche nigeriana dai capelli stirati e senza titolo di studio
Barbara, Barbara dovrebbe aver lasciato una figlia
una figlia che oggi avrà poco più dei suoi anni di allora
vorrei poterla conoscere quella figlia e rivedere in lei i punti neri sul naso che aveva sua madre.
TATRANKY
Praga.
Praga è una città
dove non sopravvive niente
di quaranta anni di guerra fredda:
nessuna falce e martello,
statua, monumento
ricorda ciò che era fino a quindici anni fa.
Una rimozione
sfrontata.
Ripulita dal grigiore brezneviano
Praga splende nei suoi palazzi barocchi e liberty
pieni di turisti più o meno sessuali
e appare piccola,
misteriosa
e decadente
nonostante gli sforzi
di mostrare un’economia in espansione.
Cerco le tracce dell’immobilismo del regime
ma vedo solo le ferite della modernità occidentale
e nessuna testimonianza degli errori,
degli orrori
e delle ingenuità marxiste
si esprime ai miei occhi.
Dormo in un caseggiato anonimo:
aspetto pulito ma vecchio,
enormi somiglianze
con i quartieri IACP italiani
degli anni sessanta.
E miseria in giro
meno che in certe nostre città.
Esordisco nella vita notturna al Lucerna,
un club sotterraneo
modello febbre del sabato sera.
C’è una serata anni ottanta
e l’entrata costa circa 2 euro.
Come al solito, sono il più vecchio nel locale.
Nello schermo ad un lato della pista
passano i video delle canzoni che il dj mette su,
ma gli anni ottanta di Praga
sono meno rigorosi dei nostri
e la scaletta è vergognosa.
I Modern Talking,
Samantha Fox,
Nick Kershaw
e via così fino ad un inatteso regalo:
parte
felicità di Albano e Romina.
La cantano tutti e mi sento malissimo
e mi rendo conto solo adesso
che l’eredità del comunismo non va cercata nell’architettura e nei simboli,
ma nell’anima di un popolo.
Ed eccola qua l’anima negli anni ottanta cecoslovacchi:
felicità e il suo video colorato
che parla del sole e dell’amore italiano
mentre in Boemia tutto è fermo,
mentre in Boemia tutto è immobile.
Ma anche ora c’è una tristezza assurda,
nessuno si diverte,
sarà che è lunedì sera,
sarà che è gente fredda,
sarà che non c’è il mare a Praga
e allora mi domando per quanto tempo ancora i bimbi boemi
vorranno guardare i cartoni animati della Talpa
invece che quelli americani o giapponesi?
Per fortuna che all’uscita
una ragazza nota felice
la mia maglietta dei Depeche Mode,
basta poco per sentirmi meglio.
Dubcek direbbe
che poteva andare diversamente
e almeno lui ha fatto in tempo a vedere la differenza
a volta astratta
tra un regime imposto con i carri armati
ed uno imposto più sottilmente col dollaro,
il marco
l’euro.
I tedeschi si sono comprati perfino la Skoda.
La fabbrica!
Come souvenir
ho portato trenta confezioni di wafer Tatranky,
pacchetti tipo Loacker
ma molto più buoni.
Solo dopo qualche giorno
ho notato un marchio un po’ nascosto:
Danone.
Danone...
Ci hanno davvero preso tutto!
Ci hanno preso tutto.
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