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Ho scoperto che Dio è come Gesù di Nazaret e non viceversa: attenzione!

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PARANOIE


1) "Incazzarsi davanti la negazione dell'evidenza"
2) quelle macchine che ti tagliano la strada e poi girano dopo 2 metri
3) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà
4) Uscire dalla doccia e non avere l'accappatoio lì vicino..
5) sapere che comunque, che tu scelga o non faccia nulla, qualcuno gioirà e qualcun'altro soffrirà
6) vedere che le persone molte volte aprono la bocca senza credere veramente in quello che dicono...
7) vedere tradita la mia fiducia

MERAVIGLIE


1) Chiudere gli occhi la sera e dire: ho fatto del mio meglio
2) vedere ogni giorno una nuova alba
3) capire che una persona non è come sembrava...ma molto meglio!
4) Accogliere (con fatica) una scelta non condivisa ed essere profondamente sereni: non mi sono venduto.
5) rendersi conto che nonostante tutto quello che gli altri ti hanno fatto di male, non riesci proprio ad essere un bastardo
6) Spiegare a qualcuno il nostro punto di vista, e sentire che anche se non è d'accordo con noi l'abbiamo colpito, e abbiamo lasciato qualcosa, anche di piccolo, nella sua vita.
7) La solarità





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Sunday, July 06, 2008 - ore 19:18


Mt 11, 25-30 - avanti, insieme
(categoria: " Pensieri ")


Riprendiamo la lettura quasi continua del Vangelo di Matteo, dopo la pausa di Domenica scorsa festa solenne degli Apostoli Pietro e Paolo. Avevano ascoltato in precedenza (due e tre Domeniche fa) passi interessanti del capitolo 10 di questo Vangelo. L’invio dei discepoli a recare a tutti la notizia che porta gioia e la messa in guardia del dato: se si entra in una realtà concreta con una novità perlomeno si entra in scontro con il si è sempre fatto così. Questo l’ha vissuto Gesù di Nazaret stesso che nei versetti immediatamente precedenti al brano proposto oggi constata la sua impotenza di fronte alla libertà dell’uomo del suo tempo (e di ogni tempo): Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. E tu, Cafarnao (Mt 11, 21.23). Le città lì nominate sono sedi di importanti sinagoghe: dove risiedevano gli esperti del sacro (dottori della legge, scribi).

La constatazione della non accoglienza non è però motivo per fermarsi, anzi si fa benedizione (=dire bene, continuare a raccontare): ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli (v. 25). E qui bisogna intendersi subito sul fatto che Dio non gioca a nascondino. Il termine tradotto con rivelare in questo caso rende bene che quel verbo ha due significati: rivelare è svelare, ma ri-velare è anche nascondere di nuovo. Una notizia che porta gioia, nuova che arriva a chi sa già tutto (=sapienti e intelligenti alias esperti del sacro) suona senza senso è nascosta, appunto perchè sa già tutto. Una notizia che porta gioia, nuova che arriva a chi è semplice, che vuole sapere (=piccoli) provoca meraviglia, entusiasmo. Se ne sparse la fama in tutta quella regione (Mt 9,26). Ed è l’entusiasmo delle folle che fa dire a Gesù di Nazaret, avanti su questa strada: ne vale la pena.

Notizia che porta gioia, che Gesù di Nazaret vuole comunicare coinvolgendo: venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò (v. 28). La proposta è quella di lasciar perdere le indicazioni oppressive per vivere sereni il proprio rapporto con Dio che non chiede di fare qualcosa per lui bensì di operare con lui. Prendete il mio giogo sopra di voi (v. 29): il giogo è un peso, ma citato immagine volutamente in contrasto con quello che opprime. Qui lascia proprio intendere il servizio che il giogo fa: camminare insieme sulla stessa strada.

Dio ci vuole felici nell’avventura della vita; Gesù di Nazaret ci segna la strada proponendo una vita bella e già sapete che vita bella è diametralmente opposto a bella vita.

Buona settimana


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