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MuzziSan, 38 anni spritzino di palayork CHE FACCIO? Ingegneria Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO La Biografia del mio portinaio. Un napoletano che in 70 anni non ha lavorato due giorni di seguito. HO VISTO Ho visto tante cose. Molte ne ho dimenticate, altre purtroppo no. STO ASCOLTANDO Musica impegnata : inni sacri yemeniti, canzoni dei cugini di campagna e i discorsi politici di Giovanni Leone ( soprattutto quello nel quale faceva le corna dall`automobile) ABBIGLIAMENTO del GIORNO Quasi nudo. Quasi, per vostra fortuna. ORA VORREI TANTO... Non dovervi chiedere cosa ne pensate di cio` che scrivero`. Purtroppo pero` non ne posso fare a meno e percio` vi chiedo : cosa ne pensate ? STO STUDIANDO... Solfeggio, esercitandomi con lo scheletro di un velociraptor. OGGI IL MIO UMORE E'... Normale, cioe` moderatamente tendente all`idea che sono a mezza strada fra dio e nicola di bari. E non conoscendoli entrambi, non so a chi sparerei addosso per primo. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: di0 vel BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Tuesday, July 08, 2008 - ore 22:05 CURA RICOSTITUENTE 3/A PARTE Il bus era arrivato alla fermata. Mirko oltrepassò bruscamente la vecchietta di prima, che lo squadrò con uno sguardo pungente. Mirko scantonò. Cominciò a camminare per strada, con le mani in tasca. Si era un po’ tranquillizzato rispetto a prima. In una maniera o in un’altra aveva rimosso l’ossessione dei vecchi tromboni che ti ignorano. Come definire l’istinto di Mark Zweiter nello svelare senza infingimenti quelli che sono i grandi segreti della vita? Quella intuizione fulminante, illuminante, ma che in fondo appare scaturire da elementi comuni, quasi banali…… Come presentazione anche questa non era male. Sarebbe stata ottimale se la copertina del libro fosse stata azzurra. L’azzurro donava in maniera tremenda a tutti i titoli, anche se Mirko ignorava ancora il titolo del suo prossimo libro. Ma poi non aveva detto che voleva chiamarsi Frank Zweiter? Ed allora perché Mark? Solo che Mark a pensarci bene era più fonicamente accettabile. Frank dava un senso di persona troppo comune. In fondo glielo aveva detto suo padre, gli americani quando passarono per la Puglia durante la seconda guerra mondiale, venivano chiamati dai pugliesi tutti Frank. Frank di qui, Frank di lì. Continuò a camminare per le strade del centro storico. Aggirarsi in quel dedalo di strade inserite in uno dei quartieri urbanisticamente più importanti ed economicamente più ricchi dell’intera città, gli dava un senso di sottile sollievo. Sentiva che dentro di sé si stava immagazzinando una energia che avrebbe potuto avere un unico sbocco. Una volta a casa continuerò a scrivere, si disse. Al diavolo che sembri una scopiazzatura di Platonov, pigolò fra sé fiducioso. E dopo questa riflessione in un empito di furore agonistico diede un calcio ad un ciottolo, che sfiorò un’auto che passava proprio in quel momento. Mirko dopo un attimo scorse lo sguardo irato dell’autista. La sua energia subì una battuta d’arresto. Il suo stato d’animo un brusco mutamento. Per quanto sia stato un autore che ha detto delle cose fondamentali in tutti i suoi scritti, Frank (Mark) Zweiter ha sempre subito una oscura persecuzione dalla sorte. Per quanto sia strano a dirsi ogni semplice afflato di vita, ogni suo istinto liberatorio è stato continuamente frustrato da una strana sorte avversa che ha disegnato per lui una parabola completamente opposta rispetto a quella che l’autore aveva immaginato. La libreria non era in fondo molto lontana. Mirko continuò a camminare, mentre una bella signora gli passò davanti, ma lui la ignorò. Aveva già da tempo fatto solenne promessa di dedicarsi interamente all’arte. Era terrorizzato da quegli spettacoli nei quali gli capitava di vedere persone notevoli finire implacabilmente persi nelle pastoie dei cosiddetti sentimenti. Gente dotata di talento non comune che di fatto abdicava a gran parte della propria fortuna, solo per correre dietro a creature belle ed affascinanti, ma anche lunatiche e poco affidabili. La felicità totale non esiste, se una persona è dotata di un talento artistico non può certo augurarsi anche di essere appagato dall’amore. E poi, si disse ghignando, una buona dose di stranezza in ogni artista, non avrebbe fatto male, e la misoginia, come stranezza, non era male. Dopo un attimo però una bionda monumentale gli passò davanti, facendogli sentire interamente il peso della propria scelta. In un mondo letterario diviso in camarille e schieramenti contrapposti, un solo autore rimane da solo, appartato, ma con il proprio sguardo implacabilmente assorto nella realtà, descrittore preciso e disincantato del proprio mondo, autore che cerca nel caos esistenziale di seguire solitario un proprio progetto di scrittura: Frank (Mark cacchio!) Zweiter….. La bionda era rimossa. La solitudine era una ben misera pena da soffrire davanti alla prospettiva di una tale presentazione, di un simile risvolto di copertina. Già, il risvolto di copertina, ma cosa ci metteva dentro? Il racconto che stava scrivendo, e poi almeno altre cinque o sei idee. Quelle c’erano, altroché se c’erano, ci voleva solo un po’ di pazienza, e poi un po’ alla volta tutta sarebbe venuto fuori. Che rimanessero tranquilli gli altri. Tempo ci voleva e Mirko ce l’aveva. Qualche altro passo, poi finalmente eccolo lì: il Santuario. Ci entrò in fretta. All’entrata le riviste di cinema e quelle letterarie, poi gli ultimi successi, insieme ad una collana di edizioni economiche di un gigante dell’editoria. Poi la cassa ed eccoli lì tutti schierati, pazienti, in attesa di perpetua ispezione, i capolavori, i libri che lo avevano fatto sognare per tanto tempo. Quegli oggetti, che unici, gli avevano fatto scoprire il fascino della vita. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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