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ORA VORREI TANTO...

Essere a letto invece ke a lavoro...oppure a far festa!!!


KE FINISSERO LE GUERRE...TUTTE...

Che ognuno di noi trovasse il suo posto in questo mondo...

STO STUDIANDO...

Si dovrebbe imparare qualcosa ogni minuto della nostra vita...da ogni persona che incontriamo...da ogni situazione...da ogni lettura...purtroppo tanti non l’hanno ancora capito...




OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero.

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
2) fare in ogni momento ciò ke veramente ci si sente di fare senza pentirsene mai..





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Thursday, June 17, 2004 - ore 15:28


Intervista a GESU' CRISTO di Piergiorgio Odifreddi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L'avevo già scritta...ma spero la
sempre la leggano in più persone...
Come molti profeti dell'antichità,
Gesù di Nazaret è un personaggio mit
(olog)ico sul quale non esistono testimonianze storiche. Le notizie
sulla sua vita si basano sui racconti
letterari che vanno sotto il nome
di «Vangeli», scritti a partire dalla
seconda metà del primo secolo e divisi
in quattro ``canonici'' e vari
``apocrifi'', a seconda che siano o
meno accettati come ispirati dalla
Chiesa. In base a questi racconti Gesù
sarebbe nato durante il regno del re
Erode, dunque prima del 4 a.C., e
morto sotto la prefettura di Pilato,
dunque fra il 26 e il 36 d.C.

Il Cristianesimo che a lui si ispira
prende il nome dalla parola
greca «Christos», ``unto'', è
professato (almeno formalmente) da un terzo della popolazione mondiale, e si
divide in varie sette: i Cattolici
nell'Europa e nell'America del Sud, i
Protestanti nell'Europa e nell'America
del Nord, gli Ortodossi nell'Europa
dell'Est, e gli Anglicani in
Inghilterra. In questa cacofonia di
voci discordanti molti sostengono di
parlare in nome e per conto di Gesù,
in maniera più o meno istituzionale, e
qualcuno pretende addirittura di
esserne il vicario in terra, con gran
confusione dei poveri di spirito.

Per rimediare alla situazione abbiamo
chiesto a Gesù un'intervista in cui
egli esponesse il suo pensiero
canonico, ed egli ce l'ha
graziosamente concessa come regalo di
Natale, per la maggior gloria di Dio.

«Rabbi, di lei sappiamo soltanto ciò
che ci dicono i «Vangeli». Si
riconosce in quell'immagine?»

Certamente no. Essendo rivolti ai
pastori analfabeti della Palestina di
duemila anni fa, i «Vangeli» forniscono un'immagine di me che
all'uomo tecnologico contemporaneo non
può non apparire anacronistica. Comunque, quell'immagine era
inattendibile anche allora: Marco e
Luca non mi conoscevano neppure, tutti
gli evangelisti riportano parole dette
e fatti accaduti decenni prima che li
scrivessero, e il canone è
un'invenzione del concilio di Roma del 382.

«In parte, però, la colpa è anche sua:
perchè non ha lasciato niente di scritto?»

Colui che mi ha condannato a morte
sentenzierebbe: «Verba volant, scripta
manent». Io preferisco dire che le
chiese si edificano sulle pietre delle
Scritture, ma le religioni si librano
sulle ali della colomba dello Spirito.
Per questo usavo continuamente
l'espressione ``sta scritto, ma io vi dico''.

«Intende dire che le chiese sono
terrene, e le religioni spirituali?»

Quello che ho detto, ho detto.

«Ma io non ho capito, e insisto: la
Chiesa non è religiosa?»

Certamente non è cristiana, neppure
nel senso limitato di aderire
all'immagine che di me offrono
i «Vangeli». Il cristianesimo non è
un'invenzione mia, ma di Paolo di
Tarso: della mia vita, nella sua
predicazione non è rimasto altro che
la mia passione.

«E' per questo che il cristianesimo è
diventato una religione di morte?»

Anche per questo. Non si poteva
pensare che l'ossessiva raffigurazione
di un uomo flagellato, incoronato di
spine e inchiodato a una croce potesse
ispirare sentimenti positivi e gioiosi. Devo ammettere che la serenità dell'iconografia buddhista,
cosí come la vitalità di quella induista, si sono dimostrate superiori
alla mia.

«Che cosa pensa, più in generale,
dell'iconografia religiosa?»

Cosa potrei pensare, se non che il
Padre mio l'ha espressamente proibita nel Secondo Comandamento? Comunque, non c'era bisogno dell'onniscienza per
capire che le immagini sono le porte
di ingresso al regno dell'idolatria:
bastava il buon senso, che i miei
seguaci non hanno avuto. D'altronde,
io ho solo chiesto che mi seguissero,
non che mi raffigurassero o mi
adorassero: ero l'Agnello di Dio, e mi
hanno trasformato in un vitello d'oro.

«Però lei ha detto ai discepoli di
andare e predicare ovunque la Buona Novella.»

Io desideravo che il mio insegnamento
si diffondesse, affinchè chi avesse
orecchie per intenderlo lo intendesse.
Ero in buona fede, se posso
permettermi l'espressione: come potevo
immaginare che le teste calde
avrebbero cercato di imporre le mie
parole «urbi et orbi»?

«E l'hanno fatto col ferro e col
fuoco, nei nomi suo e di Dio.»

Il nome di Dio non doveva essere
nominato invano. Quanto al mio, se
avessi saputo che sarebbe stato invocato nelle crociate, nelle inquisizioni e nelle conquiste, non avrei mai abbandonato la mia bottega di falegname: la mia missione era
socchiudere le porte del Paradiso, ma
ho finito per spalancare quelle
dell'Inferno. Purtroppo, a differenza
del Padre mio, non sono onniscente.

«Intende dire che lei non è Dio?»

Un angelo che dicesse di essere Dio,
sarebbe diabolico. Un uomo, soltanto
ridicolo.

«Ancora una volta, devo insistere: è o
non è il Figlio di Dio?»

Lei lo dice. Ma chi non lo è?

«E i miracoli che faceva, erano opera di Dio o del Demonio?»

Gli uomini chiamano miracoli gli
eventi che non comprendono. Lei crede
veramente che l'opera del Padre mio
sia tanto imperfetta, da necessitare
di correzioni? O che Dio possa
acconsentire a modificarla, per

esaudire la preghiera di un uomo?

«Dunque non bisogna pregare?»

Pregare significa recitare il nome del
Padre e compiere la Sua volontà, non
chiederGli favori e raccomandazioni.

«E come si fa a sapere qual è la
volontà di Dio?»

Bisogna ascoltare la Sua voce,
tacitando la propria.

«Vuol dire ascoltare la propria
coscienza?»

``Coscienza'' è una parola antica,
benchè più moderna di ``Dio''. Forse,
se si usasse ``inconscio'' si
capirebbe meglio ciò che intendevo
quando dissi: ``Il regno di Dio è
dentro di voi''.

«Non credo che il mio inconscio mi
direbbe di rinunciare ai piaceri della
carne.»

Nè glielo suggerirebbero le parole
del «Cantico dei cantici». O l'esempio
di chi, come me, si faceva asciugare i
capelli da una prostituta. Sono i
sepolcri imbiancati che indossano la
veste nera, a chiamare ``morale'' la
perversione predicata da Paolo.

«Quanto al mio conscio, mi riesce
difficile coniugare la teoria che lei
predicava con la pratica di chi oggi
le si ispira.»

Se si riferisce al mercimonio che si è
compiuto e si continua a compiere nel
mio nome, quando giungerà l'ora della
mia seconda venuta tornerò al tempio
per cacciare i mercanti che vi si sono
reinsediati e rovesciare i banchi
delle loro mercanzie.

«In particolare, che ne pensa della
recente inflazione della lista dei
beati e dei santi?»

Come il Padre mio ha fermato la mano
di Abramo, io fermerò quella del mio
vicario che non sa quel che si fa:
perchè è più facile che un cammello
passi per la cruna di un ago, che uno
dei suoi santi vada in Paradiso.

«Dunque all'Inferno ci va veramente
qualcuno?»

In verità, in verità le dico:
all'Inferno ci finiscono quasi tutti
quelli che sperano di non andarci. Il
detto ``le vie del Signore sono
infinite'' l'ha inventato il Diavolo,
per nascondere che invece quasi tutte
le vie portano a lui: soprattutto
quelle indicate da coloro che usurpano
il mio nome.


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