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PARANOIE


1) pensare di essere l'unico alieno sul pianeta
2) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà
3) capire di essermi perso qualcosa, di non aver sfruttato ogni occasione per rendere la mia vita degna di essere vissuta
4) aver trovato la persona che ti fa trovare la gioia di vivere solo per ricevere un suo abbraccio e sapere di averla persa per la paura di affrontare insieme le tue ferite ancora da rimarginare

MERAVIGLIE


1) Abbracciare qualcuno e sentire di aver trovato finalmente la tua casa..
2) arrivare a casa sporchi, infagati, pieni di freddo, e consolarsi con una lunga doccia calda..
3) Rendersi conto che non si vive per lavorare e non si lavora per vivere ma si vive per le piccole cose che la vita ci regala ogni giorno: l´amore, un sorriso, una carezza, uno sguardo intenso, un amico vero, una canzone...
4) Quando giochi con le mani di una persona che ti piace e senti il cuore che accelera...
5) Gli amici veri, i sogni che si avverano e un sorriso spontaneo. Le notti in città,i big beat party.



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Thursday, July 17, 2008 - ore 16:22


Il ritorno della grande P
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ammetto che è rubata da un altro blog, a sua volta presa chissà dove.
In certi punti come si fa a non ritrovarsi?


"Certe donne, noi altri, ce le dimentichiamo quasi subito. Altre, invece, ce le ritroviamo ogni notte ai piedi del letto, che ci guardano dormire, anche quando non ci sono più. E magari da un bel po’.

Certe donne, poi, ci hanno scavato dentro come un uomo non potrebbe mai e poi mai scavare in una donna. Perché, certe donne, sono qualcosa di imprescindibile.

Certe donne, con le braccia scoperte, ci richiamano infanzia. Che a
guardarle da dietro sembrano non finire mai. Che noi, in certi occhi
così profondi, ci si perde come bambini. Anche se poi, non lo ammettiamo mai.

Certe donne sono il primo pensiero di ogni giorno, anche se poi è un giorno fottuto. Che quando le cose vanno male le chiamiamo per nome e le amiamo per come sono. Loro, non noi. Che, quando arriva la sera, è sempre meno male che arriva la sera.

Certe donne, ad abbracciarle, ci si sente rinati. Con quel profumo naturale che scende dal collo. Lo stesso profumo che poi ci perseguita, quando non sono con noi e ci fa impazzire quando non sono più con noi.

Certe donne, per motivi che a noi sfuggono sempre, accettano in modo silenzioso e spontaneo di fare un pezzo di strada con noi. Eppoi, quando se ne vanno, per noi niente è più come prima.

Certe donne, a guardarle bene, le sposeresti al primo bacio e al primo abbraccio. Poi, quando ci fai all’amore, preghi ogni santo che non ti faccia cambiare mai. Che quando poi l’abitudine viene c’è qualcosa che sviene ma, quando poi siete lontane, non ci fate dormire più.


Così mi disse l’amico mio
Ed io ribattei a mia volta:
“Le donne sono sogni
che si sognano più di una volta;

sono profumi che torneranno
alle narici, alla memoria
lasciandoci ancora storditi
come all’inizio di ogni storia.

Le donne sono grammatica,
punteggiatura del nostro romanzo,
sorriso intrigante di una cena
risata squillante dell’ora di pranzo.

Le donne sono un rifugio
Dove non c’è sofferenza e paura
Fatto di abbracci e carezze gentili
Dove scordiamo qualunque sventura;

spesso sono anche dolore
unghie sull’anima lacerata
parole taglienti sui nostri sogni,
fiori recisi da lama affilata.

Le donne sono il nostro destino
Il tutto ed il niente dell’esistenza,
tasselli di un solo mosaico,
voci silenti della coscienza.

Le donne sono sguardi leggeri
a scardinare la resistenza rimasta,
loro tutto questo lo sanno
ed a noi, in fondo, ci basta”.



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