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Friday, July 18, 2008 - ore 08:32


cappio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Circa un anno fa: 6 suicidi in pochi mesi alla Renault.
E tutti e sei di operai specializzati e colletti bianchi che decidono di togliersi la vita proprio nella stessa fabbrica.
Come volessero segnare col proprio sangue quel luogo di sofferenza, scegliendo di non abbandonare mai il lavoro che hanno così tanta paura di perdere.
«Morti di delocalizzazione, denuncia il sindacato francese: -Non sono solo per mancanza di misure di sicurezza e caschi- esprimiamo "inquietudine" in relazione a «forti pressioni sui luoghi di lavoro».

Se la Fiat sceglie la Polonia per la nuova auto di punta, il gruppo Peugeot-Citroen che ha inglobato la vecchia Renault, ha abbandonato lo storico stabilimento di Flins per costruire la Twingo2 nel modernissimo impianto di Novo Mesto in Slovenia.
Produce 900 mila auto all’anno in Slovacchia, dove oltre a salari che costano un terzo di quelli francesi.
Già nel 2002 quando la corsa all’Europa dell’est è partita per le case automobilistiche occidentali, il governo assicurava sgravi e finanziamenti a fondo perduto talmente consistenti che anche i coreani hanno deciso di delocalizzare lì.
La Francia si piazza al terzo posto tra le nazioni dove «le depressioni legate al lavoro» sono le più numerose. Al vertice oltre agli Stati Uniti, dove si sa perdere il lavoro spesso significa perdere tutto - casa, auto, protezione sociale medica, relazioni sociali –
c’è ora l’Ucraina. Terza la Francia, appunto.
La disoccupazione è all’8,1 percento in Francia, ai minimi dell’ultimo quarto di secolo. Ma la precarietà del lavoro, generalizzata nei contratti dei giovani, si è estesa anche a fasce d’età non più giovanili.
Solo un anno e mezzo fa i giovani contestavano in piazza il contratto di primo impiego,
il Cpe,
sorta di salario d’ingresso per usare una terminologia italiana.
Oggi sono i meno giovani che invece di protestare
…non hanno più la forza.

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