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Friday, July 18, 2008 - ore 09:20



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Così l’appartamento è praticamente vuoto.
Anni e anni di vita sono stati incartati e inscatolati con cura.
Libri, quaderni, giocattoli, lettere, cartoline, messaggi e ricordi, abiti e fotografie, manto e feluca.
Tutto imaballato e riposto in grossi scatoloni che verranno aperti (ma probabilmente non tutti) nella casa definitiva.
Quella di una vita, della nostra famiglia.
Quando troverò la forza per aprirne alcuni probabilmente AnnaChiara sarà già nata, e magari un giorno frugherà tra queste mie cose e cercherà di ricostruire la vita di sua madre.
A me sarebbe piaciuto davvero molto aver montagne di cose in cui curiosare e spiare la vita da ragazza di mia madre.
Invece lei non aveva nulla prima di noi, prima di costruire la sua famiglia mamma era una bambina.
Prima di mio padre non un fidanzato, un viaggio, una lettera d’amore.
Un libro solo aveva mia madre, regalatole da un amico speciale, che lei ha dato a me da custodire:le poesie di Prevert.
Ora non so cosa sia meglio. Una madre senza passato od una madre con un passato ingombrante e a volte scomodo?
Spero che dai miei errori la piccola possa imparare.
Vorrei raccontarle io la storia di questi scatoloni, senza farle fare nemmeno lo sforzo di interpretare tempi e modalità di ogni ricordo.
Chissà cosa sarà meglio, chissà se comunque le mie esperienze le potranno davvero aiutare o se davvero tutto va così veloce da rendere già vecchio tutto quello che è già stato vissuto.
Saranno scoperte dolorose o piacevoli?
Vedremo. Io per ora mi accontento di amare questa creatura e attenderla, e cercare di prepararle un pò di pace per quando nascerà.

Sto leggendo un libro che forse avrei dovuto leggere tempo fa. Lo trovo meraviglioso, non melenso come molti libri che parlano di maternità, ma nemmeno freddo come un testo scientifico.
Belle riflessioni, lo leggo ora, come lo lesse mia madre quando era incinta, e ora capisco quanto ci assomigliamo, perchè anche a lei queste parole asciutte ma profonde hanno toccato il cuore in profondità:

"Vorrei che tu fossi donna, vorrei che tu provassi un giorno quel che provo io: non sono affatto d’accordo con la mia mamma. La mia mamma quando è infelice sospira: "Ah se fossi nata umo" Lo so: il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini per gli uomini, la loro dittatura è così antica che si estende fino al linguaggio. Si dice uomo per dire uomo e donna, si dice bambino per dire bambino e bambina, si dice figlio per dire figlio e figlia, si dice omicidio per indicare l’assassinio di un uomo e di una donna. Nelle leggende che i maschi ahnno inventato per apiegare la vita, la prima cratura non è una donna: è un uomo chiamato Adamo. Eva è arrivata dopo, per divertirlo e combinare guai. Nei dipinti che adornano le loro chiese Dio è un vecchio con la barba: mai una vecchia con i capelli bianchi.
E tutti i loro eroi sono maschi:da quel Prometeo che scoprì il fuoco a quell’Icaro che tentò di volare, su fino a quel Gesù che dichiarano figlio del Padre e dello SPirito Santo: quasi che la donna da cui fu partorito fosse un’incubatrice o una balia. Eppure, o proprio per questo, essere donna è così affascinente.
E’ un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe essere una vecchia con i capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una stupenda virtù chiamata disubbedienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un intelligenza che urla d’essere ascoltata. Essere mamma non è un mestiere. Non è nemmeno un dovere. E’ solo un diritto fra t asnti diritti. Faticherai tanto ad urlarlo. E spesso, quasi sempre , perderai. ma non dovrai scoraggiarti. Battersi è molto più bello che vincere, viaggiare è molto più divertente che arrivare: quando sei arrivato avverti un gran vuoto. E per superare quel vuoto devi metteri in viaggio di nuovo, crearti nuovi scopi. Sì, spero tu sia donna: non badare se ti chiamo bambino. E spero che tu non dica mai ciò che dice mia madre. Io non l’ho mai detto."

Oriana Fallaci
Lettera a un bambino mai nato

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