
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Friday, July 18, 2008 - ore 10:29
Elio e le Storie Tese rubano maglietta
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Siccome sono intollerante, e chi mi conosce lo sa, oggi vi racconto un’altra cosa che odio. Oltre al trenino, oltre a camminare in montagna, oltre alle code, oltre al pomodoro fresco caldo e Charles Bronson.
Detesto i nomi insulsi per i cani. Fufi, Billy, Ricky, Birillo e Briciola. Quanto mi fa incazzare Briciola. Lilly non ne parliamo. E Fido, ma quello ormai fa tanto vintage, forse tra un po’ torna di moda. E detesto Lucky, mioddio Lucky. Mi infastidisce la banalità, ecco. Sono una sostenitrice del libero pensiero non condizionato dalle limitazioni mentali dei primi proprietari di quadrupedi domestici.
Se proprio gli si vuole dare un nome insipido, secondo me dovrebbe essere un acrostico. Che ne so, Bingo potrebbe essere
Basta ingerenze nella giustizia ordinaria. Mi sembra un nome fantastico per un cane. Oppure Fufi,
Fammi un favore impiccati, e Fido sarebbe
Fanatico inseguitore di onanisti. Una cosa del genere perché, vedete, queste cose iniziano solo così ad avere significato che possa essere riconosciuto come tale, e solo prese esternamente dalla loro unica funzione di nome insulso. I nomi insulsi in sé non devono esistere.
Mi danno spesso fastidio anche i nomi deliberatamente umani. Caterina su un golden, Carlotta su un gatto. Ma va. Ma ti sei completamente rimbecillito? Non dico Vercingetorige, Nabucodonosor o Alarico, che sono difficili da gridare quando la bestia non ti risponde. Un Leonida, un Attila, un Robespierre secondo me è geniale, anzi viaggiamo sui toni dell’ideale, ma insomma, bisogna avere buon gusto. Anche un bel Mafalda, che ispira simpatia, Gina, che è corto e gioviale
(era il nome di un seno, ma non ricordo di chi, Ndr), Ubalda, Ernesto, Ugo, Rocco. Ma per dire, potresti chiamare un cane Alessandro? No, è troppo da persona.
Boh, forse dipende dai casi, dall’animale in questione. Forse ho questa fissazione perché detesto, oltre ai nomi dei cani, anche le persone che danno loro quei nomi. E fra tutti la persona che chiama il suo cane Caterina. Sì, credo sia quella l’idiosincrasia principale che ha generato tutte le altre.
Mi piacciono invece i nomi originali per gli animali. Chessò, Femore, Caminetto, Insalata, Caffè Corretto Prugna. Vieni qui, Caminetto! Corri presto CaCoPru (bellissima come abbreviazione), Oppure, ti ho portato un bell’osso, Microonde, vieni a mangiare! Tanto gli animali non hanno compagni di classe idioti che li prendono in giro per il nome. Non vanno alle elementari, o alle medie. Il dramma interiore si sviluppa lì. Un gatto che si chiama Lavagna (ah, la mia compagna di classe Vania… quante insidie, quanti ricordi...) o Comodino non sarà mai traumatizzato per questo, anzi farà scaturire sorrisi entusiasti quando, battendo sul piattino della cena, il padrone chiamerà: “E’ pronta la pappa, Comodino!”
Adesso, non per vantarmi, ma uno dei nomi più belli che ho mai sentito per un animale domestico è
Pelè, ed era il mio gatto. Quello che è scappato la vigilia di Natale (per giorni abbiamo sospettato si sentisse minacciato di vita, forse credeva di essere una faraona). Pelè è un nome fantastico, secondo me.
Il mio cane adesso si chiama Kevin, o Kevy per renderlo meno maschile. Ho già ricevuto bonarie e meno bonarie critiche per questo, non tollererò altri commenti. Tanto tutti voi conoscerete la strampalata storia del mio cane, di come mio padre l’ha salvato da morte certa (o almeno così ci ha fatto credere per portarlo a casa), delle straordinarie avventure di un cane che si crede un gatto, o della magnifica scenetta di me e mia madre e il veterinario che ci dice che non è maschio come pensavamo. Ah, il mio cane con la Y.
E siccome devo andare allegramente e controvoglia a fare le pulizie con la pioggia che mi batte sul tetto che scotta, mi riprendo un po’ di serenità interiore ripensando alla
La bignolata.
Ah, ieri sera concerto di Elio. Chi non c’era si è perso una gran bella cosa.
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