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Friday, July 18, 2008 - ore 11:07
Orchestra Titanic
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Adesso che montagne hanno partorito i soliti topolini; adesso che la saliva della rabbia popolare si è asciugata dalle bocche degli urlatori; adesso che i grandi della terra hanno perso ancora un’occasione per almeno provare a sembrare davvero grandi; adesso sarebbe il caso di farsi una domanda. O due. “Ma funziona?”, “Ne vale la pena?”. Sarebbe davvero il caso. Ma, ovviamente, nessuno ci pensa.
Partiamo da piazza Navona, dove la scorsa settimana migliaia di persone si sono radunate perché ritenevano la democrazia italiana in pericolo, e il nuovo Governo una minaccia per il Paese e la Costituzione. E via di battute, frecciate acide, malcelati insulti. Veniva da sorridere per non piangere a guardare questi bambini arrabbiati che pestavano i piedi mentre applaudivano e organizzano macumbe e maledizioni verso il nemico, convinti che la loro rabbia e indignazione potesse giustificare loro tutto. Un film già visto, quello delle “piazze che salvano il popolo”. E che non ha funzionato affatto . Persino Veltroni gliel’ha detto: «Così si perdono le elezioni». E lui, in materia, è un esperto. Si ricade più facilmente nello scivolo della bile piuttosto che usare la testa.
Negli stessi giorni, il G8 si riuniva in Giappone. Come un padrone di casa di manica larga, la popolazione mondiale chiedeva tutta a gran voce ai loro leader di risolvere la questione del riscaldamento globale. Si diceva che era l’ennesimo ultimo appello, che se non si fosse fatto nulla almeno stavolta ci saremmo trovati a portare a spasso il cane con un metro d’acqua nelle strade. E invece anche questo vertice di super-potenti, che tutto potrebbero fare ma niente fanno, si conclude con i soliti insipidi accordi, i soliti “farò”, i soliti scialbi richiami a Cina e India, che evidentemente a quel tavolo degli “appelli ma niente decisioni” dovrebbero sedercisi da un pezzo. Ma non li vogliono, e quindi si vendicano. E intanto le lancette corrono…
Insomma: da una parte quelli che non contano e decidono di non contare; dall’altra i veri potenti che però hanno altro da fare. Da una parte i “vorrei ma non posso” e dall’altra i “posso ma non voglio”. La storia ci ha sempre insegnato che quando il potere costituito non funziona, la massa prende il sopravvento (rivoluzione francese). E, viceversa, quando il popolo è allo sbando sono i leader a prendere il timone (Cavour, un esempio tra mille). Invece, adesso, nessuno fa nulla: il popolo non c’azzecca e i potenti non ci sanno fare. E poi ci chiediamo come mai i comici hanno tanto successo: sono come la famosa orchestra sul Titanic che affonda.. Almeno quando, a riscaldamento globale compiuto, finiremo tutti sotto le onde dell’Atlantico a qualcuno da ridere scapperà. O no?
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